mercoledì, 28 febbraio 2024
INTERVIEW

IL RUOLO DEL DATA COLLECTOR: INTERVISTA A LUCA D’ALESSANDRO

Vi siete mai domandati come fanno i siti di livescore o di betting ad avere informazioni in tempo reale, anche su campionati remoti o dove solitamente si hanno poche informazioni? Oggi lo scopriamo con Luca D’Alessandro, giornalista di Voce Giallorossa e Data Collector per conto di StatsPerform, società a cui fa a capo anche Opta.

Ciao Luca, innanzitutto grazie per la disponibilità e per il tempo che ti sei preso fuori dai tuoi impegni per parlare con noi. Puoi spiegare ai nostri lettori che cosa fa di preciso un Data Collector?

Come dice il termine stesso è un raccoglitore di dati. Nel mio caso i dati di una partita di calcio, dalla Serie D, fino alla Champions League, passando per Serie A, Primavera e calcio femminile. Nello specifico si tratta di avere la massima concentrazione per tutto l’arco della partita, per poter mandare tutti i dati richiesti dai clienti.

Chi sono i vostri clienti? A chi vendente questi dati?

Principalmente alle società di scommesse, e in alcuni rari casi ai siti di livescore. Per esempio, i nostri dati forniscono il sito Soccerway, sempre però di proprietà della compagnia. Generalmente comunque sono le società di scommesse che si affidano ad aziende come quella per cui lavoro per avere dati in tempo reale dal campo e riuscire a chiudere o ad aprire mercati.

Oggigiorno si parla tanto di ludopatia e calcio scommesse, e il tuo lavoro aiuta anche a prevenire che possibili match fixing fruttino guadagno illecito. Ti è mai capitato di assistere a combine?

Mi è capitato che mi proponessero di far parte di una combine durante una partita di Basket giovanile. Venni avvicinato da un signore di una squadra che si era messo d’accordo col gestore del bar del campo.

Andare a seguire un campionato del genere implicava il fatto di essere in un ambiento molto ristretto, ci sei tu e i genitori dei ragazzi (a volte neanche loro). Quindi vedere quotata live una partita minore è come l’occasione che rende l’uomo ladro.

Per fortuna mi si è accesa subito la lampadina quando ho sentito questo signore discutere col presidente della squadra (probabilmente in disaccordo sulla faccenda). Poi venni avvicinato, chiedendomi se fossi io il tizio che gestiva le scommesse, cosa che non è, visto che il mio lavoro è proprio prevenire che ci siano illeciti nel mondo delle scommesse.

Come vengono gestite situazioni del genere?

Quando siamo sul campo abbiamo a disposizione un servizio di supporto. Ho quindi subito avvisato il mio supporter.

Nel mentre però, ero al campo, in una situazione poco piacevole. Vengo avvicinato nuovamente, per fortuna mi squilla il telefono, mi allontano e mi dicono di allontanarmi dal campo, perché la partita è stata ritenuta a rischio e quindi annullata da parte nostra.

Un qualcosa che poi ha portato a una procedura di sviluppo interna per segnalare, durante una partita, una situazione sospetta di combine/pericolo dell’inviato.

Tornando alla descrizione del lavoro. Che tipo di eventi mandi?

Si comincia con gli eventi pre-gara come le condizioni meteo, del terreno di gioco e l’afflusso allo stadio. Dal momento che le squadre scendono in campo, inizia una vera e propria diretta di tutto quello che succede in campo.

Per farvi un esempio, ho un comando da mandare sul lancio della monetina. Iniziata la partita poi, il mio compito è quello di seguire principalmente il pallone e dove viene giocato sul campo. Quindi un occhio sul pallone e uno sempre verso l’arbitro, perché è lui l’altro protagonista del match per quello che mi viene richiesto, specie con l’introduzione del VAR.

Basti pensare che gli eventi principali da mandare sono i gol, i cartellini rossi e i calci di rigore, tutte situazioni che è l’arbitro a convalidare (l’esempio è quando suona gli vibra l’orologio della Goal Line Technology) o a estrarre, nei cartellini.

Fondamentalmente è un altro modo di vedere la partita perché, per fare uno dei tanti esempi, dopo un gol, il tifoso normale si vede l’esultanza dei giocatori, io continuo a vedere l’arbitro perché può estrarre un cartellino per proteste.

È un lavoro molto impegnativo, visto che di media mando 1.500/1.600 comandi durante una partita.

Da quanto lavori in questo mondo? Come hai saputo di questo mestiere?

Ho appena raggiunto 14 anni esatti dalla mia prima partita che fu Roma-Livorno 0-1. Un bell’esordio professionale, un pessimo esordio per un tifoso romanista come me. Mi sono ritrovato catapultato da un giorno all’altro.

Un mio amico aveva cominciato a lavorare con la compagnia e l’allora Scout Manager lo contattò per chiedergli se volesse seguire Roma e Lazio.

Lui fece il mio nome, in quanto sa che sono un appassionato di calcio, che vado da sempre sui campi e nei videogames sono sempre stato bravo, cosa da non sottovalutare quando si parla di utilizzo di devices elettronici per raccogliere fast data come facciamo noi.

Quante partite hai seguito nella tua carriera? Ce n’è una che ricordi in particolare, per un motivo o per l’altro?

Sono alle soglie delle 1200 partite seguite in carriera. Tante, forse troppe, considerata quanta mole di lavoro sia affrontare tutte queste partite, anche perché nel tempo la compagnia si è evoluta, ha aumentato le proprie esigenze e il lavoro è diventato sempre più complesso e dettagliato, dovendomi adattare ai cambi di software necessari per svolgere il lavoro e non solo.

Ci sono parecchie partite che ricordo per vari motivi. Posso raccontarvi di un derby Lazio-Roma visto in mezzo ai tifosi della Lazio (allora non ero ancora giornalista e per lavoro son stato obbligato a farmi l’abbonamento a tutte e due le squadre romane), dove io da romanista non potevo farmi scoprire.

Un derby in cui alla Roma diedero due rigori e il software decise di abbandonarmi sul più bello. All’epoca (come ora) avere una buona connessione in Tribuna Tevere non era semplice.

Quindi la Roma vinse, ma io fui penalizzato (già perché ogni partita noi riceviamo un rating sul nostro operato). Quella fu una partita particolare. Poi ce ne sono tante, storiche: Roma-Barcellona 3-0, l’addio di Totti al calcio, le varie finali di Coppa Italia.

Però, fondamentalmente quelle che rimangono impresse sono quelle in cui commetti gli errori che sono una cosa che fa parte di questo lavoro, e che io, nonostante le 1200 partite ancora accetto con fatica.

 

 

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