martedì, 22 ottobre 2019
Personaggi

Francesco Vicari: da Fiano Romano alla Serie A con la Spal. La storia di un ragazzo umile.

Non capita tutti i giorni di poter intervistare, anzi chiacchierare, con un giocatore di Serie A. Si proprio una chiacchiera, perché quando sei davanti a Francesco Vicari ti sembra di stare a parlare con uno dei tanti ragazzi comuni che incontri per strada. Un amico con cui passare qualche ora al bar del Paese o davanti ad una partita alla playstation. Solo che c’è una piccola differenza, quel ragazzo gioca, e bene, in Serie A.

La carriera

Francesco Vicari, classe ’94, difensore e pilastro della Spal di Mister Leonardo Semplici. Nato e cresciuto, sia nella vita che calcisticamente, a Fiano Romano (Roma). Il passaggio nelle giovanili della Roma, poi Novara, la Nazionale di categoria e l’approdo a Ferrara, sponda Spal, dove conquista insieme ai suoi compagni lo storico ritorno in Serie A.

Dzeko, Icardi, Higuain, Cristiano Ronaldo, Immobile…sono solo alcuni degli attaccanti con cui ha avuto l’onore di battagliare in campo per difendere la porta della Spal da questi fenomeni del calcio. E lui con la sua forza, tenacia, ma soprattutto umiltà non ha sicuramente demeritato, anzi.

Umiltà e impegno il suo credo

Lo abbiamo incontrato per l’intervista nella sua Fiano Romano, in una delle poche pause estive che gli permettono di tornare nel suo Paese d’origine. Bermuda e maglietta a maniche corte, mano nella mano con la sua ragazza, faccia pulita da bravo ragazzo, una certa timidezza davanti alle telecamere.

6 bambini della Scuola Calcio del Fiano Romano, la società dove ha iniziato a giocare a pallone, pronti a tartassarlo di domande. Ma non le solite domande. Curiosità, sogni, gusti e aneddoti sulla vita del calciatore, le sue passioni musicali, la sua infanzia a Fiano Romano, i sogni di un calciatore di Serie A…una vera e propria chiacchierata tra amici.

Francesco Vicari durante la sua intervista con Il Supporter

 

L’intervista completa a Francesco Vicari

Partiamo proprio dalle origini ripercorrendo la tua carriera fino ad oggi, hai iniziato nelle giovanili del Fiano Romano, poi Roma, Novara e Spal. Com’è stato il passaggio da Fiano Romano a Roma e a Novara?

“Il passaggio alla Roma è stata una vera sorpresa, non me lo aspettavo, è stato come il risveglio da un sogno dove credi che tutto sia finto, e invece era vero (ride). A Novara mi sono trovato benissimo, infatti è la squadra con cui sono stato più tempo e con la quale ho preso pieno possesso delle mie qualità giocando anche con continuità”.

I RAGAZZI PRENDONO SUBITO IL SOPRAVVENTO E FANNO SUBITO QUALCHE DOMANDA DIRETTA A FRANCESCO

“Quest’anno ti sei preso al fantacalcio?”

“ (ridendo) no purtroppo questo è uno dei pochissimi anni in cui non faccio il fantacalcio, ma in ogni caso non mi sarei preso altrimenti avrei sicuramente perso! “

Qual è lo stadio più bello in cui hai giocato?

“Generalmente gli stadi di serie A sono tutti molto belli, vederli da piccolo in televisione e poi giocarci dentro è una grande soddisfazione. Allianz Stadium di Torino e l’Olimpico di Roma sono fra i migliori ma il più bello sicuramente è San Siro, li dentro ti senti una formica per quanto è grande”

 Qual è la musica preferita che ascolti prima delle partite?

“Prima delle partite in genere non ascolto musica, preferisco rimanere concentrato e sereno. Mi piacciono molto le canzoni Italiane, mi piace ascoltarle e comprenderne i testi.”

 Quando prendevi un brutto voto a scuola i tuoi genitori ti mandavano lo stesso agli allenamenti?

“Purtroppo a scuola non ero un grande studente e quando mi capitava di prendere brutti voti spesso non andavo agli allenamenti. Con il passare del tempo ho capito che lo studio è importantissimo e non dovete commettere l’errore di dare importanza solo al calcio. Studio e sport devono equivalersi”.

Francesco Vicari insieme ai suoi “intervistatori”

I RAGAZZI SEMBRANO ESAURIRE LE DOMANDE E QUINDI CHIEDIAMO A FRANCESCO DI RACCONTARCI DELLA SUA ESPERIENZA NELLA NAZIONALE UNDER 21.

“Penso sia la soddisfazione più grande. Sono orgoglioso ed onorato di essere stato convocato, cantare l’inno insieme ai miei compagni e rappresentare la nazione è stato veramente emozionante.”

 UN CONSIGLIO PER I PIU’ GIOVANI

“L’unica cosa che mi sento di consigliare è di essere sempre delle persone umili e rispettose di tutti. Nel calcio bisogna divertirsi dall’inizio alla fine, è uno degli sport più belli che ci siano e dobbiamo impegnarci fino a che rimanga tale.”

PARLACI DEL TUO LEGAME CON FIANO ROMANO

 “A Fiano sono molto legato, ci sono cresciuto. L’anno scorso quando siamo passati dalla serie B alla serie A c’è stata una festa bellissima. E’ stato un orgoglio vedere tutte quelle persone che erano qui per me. Per questo motivo mi sento di ringraziare veramente di cuore tutta la città e la società sportiva, grazie anche a loro e al calore che mi hanno trasmesso sono riuscito ad arrivare dove sono oggi.”

 Salutiamo Francesco che, molto impegnato, deve correre via.

I ragazzi contenti e soddisfatti continuano a giocare a pallone, mentre la palla rotola sull’erba verde del comunale di Fiano, arriva fra i piedi di Francesco, che la riconsegna prontamente, chissà se proprio uno di questi ragazzi un giorno arriverà così in alto e realizzerà il proprio sogno.

 

articolo a cura di Daniele Benigni

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