lunedì, 20 settembre 2021
Sport Photography

SPORT PHOTOGRAPHY: INTERVISTA A LISA GUGLIELMI

La Rubrica Sport Photography nasce per dare spazio a chi spesso non lo ha. A chi ci trasmette emozioni senza apparire, che lavora sodo e spesso si gioca tutto in un attimo, quell’attimo che vale la foto giusta, l’azione da immortalare.

Ciò che ci piace raccontare è che nasce sempre tutto dalla passione, c’è sempre una storia particolare ed appunto, questa è la storia di passione di Lisa Guglielmi 

 

PASSIONE

Sono sempre stata appassionata di sport, soprattutto di pallavolo (l’ho praticato per 7 anni) e di calcio (sono una grande tifosa della Fiorentina, la squadra della mia città). 

Mi ricordo che quando andavo al palazzetto di Firenze per assistere alle partite della squadra femminile di serie A1 di quel tempo, la Romanelli Firenze, guardavo incantata anche i fotografi che invidiavo perché potevano muoversi come volevano a bordo campo ed erano a due passi dalle mie beniamine.

Ho cominciato a fotografare dagli spalti quando il mio fidanzato mi ha regalato per il mio 26o compleanno la mia prima reflex, una Nikon D3100. Non avevo mai preso in considerazione prima di allora di potermi dedicare alla fotografia, perchè non potevo permettermi di comprare una macchina più professionale di una semplice compatta.

Dopo un paio d’anni ho cominciato a chiedere l’accredito stagionale per le partite e da lì è cominciato tutto. Vedevo che le mie foto piacevano e a ottobre 2018 ho cominciato a collaborare con un’agenzia fotografica nata da poco, LivePhotoSport, che si è poi ingrandita e si è fatta conoscere in poco tempo. Adesso sono una dei 4 titolari e ne vado orgogliosa! 

 Dettaglio non da poco: domanda tecnica. A quale macchina ti affidi per i tuoi scatti?  

Ho sempre avuto Nikon. Da due anni circa ho 2 corpi macchina a cui mi affido. Da quando ne ho due mi è cambiata la vita, perchè inizialmente dovevo cambiare tante volte obiettivo e rischiavo di perdermi degli scatti importanti. La velocità nello sport è tutto. 

 

L’ESORDIO

La prima volta che ho potuto fotografare a bordo campo con un vero e proprio pass al collo è stato ad una partita de Il Bisonte Firenze di Serie A1 volley femminile nella stagione 2015/2016. Mi ricordo che mi vergognavo da morire e che stavo in disparte per paura di disturbare e farmi notare dalle giocatrici che fino a quel momento avevo visto solo da lontano o quando a fine partita mi avvicinavo per chiedere loro un autografo e/o una foto. 

 

IL MOMENTO

Cogliere il momento è difficile, ci vuole anche fortuna oltre che alla bravura. Per esempio nel calcio se il calciatore che ha segnato esulta proprio dalla tua parte, hai fortuna! Però devi essere anche bravo a cercare di anticipare le mosse del calciatore in generale.

Questo lo si può provare a fare se si conosce lo sport che si andrà a fotografare. Diciamo quindi che ci vuole tanto studio, bravura e anche fortuna però! A me piace anche riuscire ad immortalare dettagli, momenti ed emozioni che magari nessuno coglie 

 

IL LEGAME CON UNA FOTO

Si, ho alcuni scatti a cui sono personalmente legata, ognuno per il suo motivo. C’è per es. la foto della pallavolista Lippmann, della stagione in cui ero la fotografa ufficiale de Il Bisonte Firenze, che è stata pubblicata su La Gazzetta dello Sport con il mio nome!

Oppure le foto della mia prima partita allo stadio Franchi: un sogno entrare e fotografare nello stadio di Firenze e della Fiorentina! Ci sono anche le foto del mio primo Mondiale di volley maschile, primo grande evento internazionale a cui ho partecipato, o quelle della Final Four di basket a Firenze, contentissima di aver partecipato, perché l’anno prima avevo avuto l’accredito, ma mentre andavo al palazzetto ho subito un incidente stradale e avevo dovuto rinunciare. 

 SOGNO ED AMBIZIONE

Come eventi, oltre al sogno praticamente impossibile di fotografare un’Olimpiade, mi piacerebbe avere l’opportunità di fotografare nuovamente un Mondiale di volley maschile.

Ho fotografato il Mondiale nel 2018 a Firenze affiancando un fotografo, ma ora lo vivrei maggiormente avendo più esperienza e sapendo come lavora un buon fotografo sportivo. Come personaggi/atleti invece mi sarebbe piaciuto fotografare Gabriel Omar Batistuta, il mio mito da sempre, ma attualmente mi piacerebbe fotografare Cristiano Ronaldo e Valentino Rossi. 

 

MATCH DAY

 Il giorno prima della partita preparo con cura (ogni fotografo ha il suo prezioso rituale) il trolley con tutta l’attrezzatura, il pc, e studio un po’ le squadre che andrò a fotografare.

Solitamente il giorno della gara (sabato o domenica pomeriggio) la mattina lavoro in negozio (lavoro da più di 10 anni in una grande catena di negozi di articoli sportivi) e poi di corsa vado verso il luogo dove avverrà la gara. Mi piace arrivare molto prima dell’inizio della partita per potermi sistemare, salutare le persone che conosco e cominciare a fotografare fin dal riscaldamento.

Apro e chiudo velocemente una parentesi: ci tengo a ringraziare la mia azienda e la mia responsabile che mi hanno permesso fino ad ora di potermi dedicare anche alla fotografia. Durante la partita mando in tempo reale all’agenzia quelle foto che servono e tornata a casa finisco di mandare il resto per completare la galleria della partita. 

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LA FOTOGALLERY DI LISA

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