mercoledì, 28 febbraio 2024
QUOTE

IL MAESTRO ETTORE MESSINA. LEADERSHIP, REGOLE E RESPONSABILITÀ

Nel panorama del basket italiano, pochi nomi risplendono con la stessa intensità di Ettore Messina. Una carriera straordinaria come giocatore e poi come coach. Una figura di spicco nel mondo della pallacanestro internazionale, riflettendo non solo nazionale.

Le vittorie, il palmares lo potete trovare su Wikipedia. Non vogliamo e possiamo sintetizzare la sua carriera sin qui con un breve articolo ma proviamo a tracciarne il suo profilo caratteriale attraverso cinque citazioni.

Il suo stile di gestione è caratterizzato da una mix di disciplina, visione tattica e una profonda comprensione del gioco. La capacità di adattamento a giocatori ed ambiente è una delle skills riconosciute dagli addetti ai lavori. Il suo concetto di leadership si fonda su: fiducia reciproca, impegno e costante ricerca dell’eccellenza.

Di seguito le cinque quote selezione che possono farci capire un po’ di più sul coach.

“I campioni e i problemi sono uguali ovunque. Ma le ultime generazioni faticano di più a capire che serve sacrificio per essere all’altezza delle proprie attese. Problema nostro: tocca a noi entrare nella loro testa e aiutarli.”

 

 

“Lo sport è lo specchio della società. L’aggressività, la superficialità, l’egoismo che si vedono nell’aula del nostro Parlamento non sono gli stessi che vediamo sui campi di pallacanestro? Gli esempi sono questi. Ci mancano una leadership responsabile e l’autodisciplina: io ho avuto maestri, scuola, famiglia, amici, università. Adesso ci si chiude con le cuffiette, vedo crescere una forma di individualismo difficile da rompere.”

 

“Sulle regole non vorrei fare un discorso semplicistico, perché ci sono dei casi che meriterebbero molta attenzione. Però chiaramente in un gruppo ci devono essere delle regole che non devono essere imposte ma condivise e chiare. Rispettare le regole solo perché c’è qualcuno pronto a punirti non ha senso, si deve arrivare ad un’autodisciplina. Di solito i gruppi maturi sono formati da persone che riconoscono il valore delle regole e sanno quando fare un passo indietro per favorire un compagno o un collaboratore, ma sanno anche quando è il momento di prendersi delle responsabilità sulle spalle perché hanno la capacità e il talento per farlo che altri non hanno.”

 

“L’allenatore deve essere una buona persona che rispetta gli altri, ma che ha la forza necessaria per far si che gli altri lo rispettino”

 

“È disciplinato quell’attaccante che sa capire chi è nella migliore posizione per fare un tiro. E se quel giocatore è lui, passare non significa essere un bravo soldato ma rifiutare la propria responsabilità. Autodisciplina, durezza mentale e voglia di sacrificarsi in difesa sono i tratti che le squadre vincenti di qualsiasi livello e continente hanno in comune, e non può essere un caso. È autodisciplina anche dire ai compagni: «Scusate, oggi abbiamo perso per colpa mia perché non ho giocato al mio livello».”

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