martedì, 22 ottobre 2019
Basket

BASKET | LA PALLACANESTRO VISSUTA IN TUTTE LE VESTI. OGGI MANAGER, IERI ATLETA, DA SEMPRE TIFOSO: INTERVISTA A FRANCESCO FORONI

“Passo Corese é semplicemente il posto dove sono nato, per cui nulla è più stimolante che lavorare e  crescere per il mio territorio e nel mio territorio. Proprio per questo credo che anche i maggiori sforzi, quelli più pesanti, possono risultare più leggeri se ci si mette passione e dedizione. Oggi, questo progetto è una parte del mio lavoro e questo mi inorgoglisce e mi rende felice”.

Ci piace raccontare storie di sport sopratutto del nostro territorio. Negli ultimi anni ha dedicato tanto tempo, energia e passione per creare un qualcosa di importante nel paese dove è cresciuto e vive. Titolare dell’agenzia di 2F Sport & Management che gestisce cestisti dalla Serie A alle categorie giovanili. Consulente della NPC Passo Corese. Alle spalle una carriera da professionista e ancora oggi una “malattia” per la pallacanestro. Facciamo una chiacchierata con Francesco Foroni e partiamo dal presente.

Francesco Foroni della NPC ( Fonte Viterbonews24)

Parlaci della NPC Fara in Sabina: quali i valori sul quale poggia il progetto sportivo e sopratutto quali le ambizioni per il futuro a breve e lungo termine? Il progetto NPC,  di cui sono consulente, nasce poco più di un anno fa, da un’idea condivisa col presidente Cattani, attuale presidente della NPC RIETI,che milita nel campionato di A2; l’idea è quella di portare il basket anche sul nostro territorio al livello più professionale possibile. Stiamo cercando di farci conoscere nel migliore dei modi e speriamo di essere in grado, quanto prima, di sostenere campionati di prima fascia, sia in ambito giovanile, che senior.

Il logo della sua squadra

Altro dettaglio ma non certo di poco conto. Il nome parla chiaro: parlaci della collaborazione con la NPC Rieti. Di cosa tratta questa partnership? Chiaramente la NPC è uno dei fiori all’occhiello dello sport provinciale; inutile dire quanto possa essere importante avere una linea guida come la loro. É una partnership fatta di collaborazioni, con l’obiettivo di formare giocatori che dal settore giovanile potranno essere il serbatoio delle nostre prime squadre.

Facciamo un tuffo all’indietro, raccontaci la tua carriera prima da giocatore e poi da dirigente! Vogliamo ricostruire la tua carriera per far capire a chi ci legge il tuo profilo. Ho scoperto il basket molto tardi perché ho iniziato a giocare a calcio; e l’ho fatto fino a 14 anni. Poi il più classico dei colpi di fulmine, per uno sport che mi é entrato subito nel sangue. Giovanili d’eccellenza a Monterotondo, poi il primo anno da senior in serie C a Roma e la stagione successiva il grande salto: B1 a RIETI dove centrammo la finale di Coppa Italia, persa purtroppo contro Pavia; Forze Armate ( in quel periodo i giovani di interesse nazionale potevano chiedere di fare il militare nel gruppo sportivo sez. Basket dell’Aeronautica ) in B2 e a gennaio ebbi l’offerta di Viadana in C (finale play-off); subito dopo é iniziato un giro in lungo e in largo per l’Italia: ho giocato a Caltinissetta e Licata, Battipaglia e Cassino, San Giovanni Valdarno e Porto Recanati.

Tra giocatore a manager, in mezzo c’è la tua professione, ovvero l’agente di giocatori. Come nasce questa avventura dai primi passi (stavolta nelle varie tribune a scovare talenti) fino alla creazione della 2F Sport & Management? La parte gestionale e manageriale in qualche modo mi ha sempre affascinato; vengo da una famiglia di sportivi per cui il passo è stato facile. Per gettare le basi di questo lavoro, decisi di smettere presto e feci in modo che la mia carriera da giocatore si chiudesse rientrando a giocare da dove ero partito (Monterotondo,  allora in C). Ho iniziato la mia gavetta come collaboratore del mio vecchio agente, fino a decidere nel Marzo di qualche anno fa di proseguire questa strada da solo. Ora ho una quarantina di assistiti in tutte le categorie e collaboro con l’agenzia più grande d’Italia, quella di Riccardo Sbezzi. L’idea 2F nasce dalle iniziali del mio nome e del nome e del mio cognome

Vogliamo concludere la nostra intervista come ci accade spesso facendo una serie di domande “rapide” e dirette. Ci piace scoprire idoli e club, passioni da tifoso e da appassionato di basket

Come giocatore il tuo idolo da bambino? Uno italiano e uno straniero. Davide Ancilotto e Michael Jordan senza dubbi.

La squadra per il quale fai il tifo? Italiana e NBA. Fortitudo Bologna, tanto che saltavo anche la scuola per andare a vedere i derby contro la Virtus e Chicago Bulls, inutile spiegare perché.

Il giocatore più forte con il quale hai giocato? L’argentino Luciano Masieri su tutti.

Il giocatore più forte affrontato? Tommaso Plateo, un vero fuoriclasse.

L’allenatore più forte che ti ha mai allenato? Ne cito due in particolare: Gabriele “Pancho” De Luca e Maurizio Perricone

 

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