lunedì, 6 dicembre 2021
Calcio

INTERVIEW CHALLENGE: SIMONE FESTA

Il calcio è passione, sudore e amore per questo sport. Non è facile raccontare le emozioni che si provano ogni domenica a scendere in campo. Questa volta per la nostra rubrica Interview Challenge SIMONE FESTA storica bandiera del Guidonia prova a raccontarsi.

Cosa significa per te giocare a calcio?

“Onestamente non mi sono mai chiesto cosa vuol dire giocare a calcio, è sempre stato talmente istintivo e naturale che non ci ho mai pensato. Sicuramente rappresenta qualcosa di fondamentale nella mia vita, un momento in cui si libera la testa da ogni pensiero e si vive di emozioni forti, sia negative che positive. Questo periodo di forzata inattività mi ha fatto capire ancora di più quanto sia profondo l’amore per questo sport.”

Uno o più episodi che ti sono rimasti maggiormente impressi nel cuore al livello calcistico?

“Ci sono tantissimi momenti che porto nel cuore, sia momenti brutti che belli. Momenti che partono dai tempi del settore giovanile, che mi fanno venire la pelle d’oca al solo pensiero, ma non posso non citarne alcuni. Uno su tutti il primo gol in serie D, nel 2009, con la maglia del mio Guidonia in casa della capolista Gavorrano, un momento emozionante condiviso con i miei compagni e i miei genitori giunti fino a Grosseto, come al solito, per seguirmi. Un altro che non posso tralasciare è la prima partita con la fascia da capitano, ma quello più grande e significativo è sicuramente il giorno in cui ho giocato insieme ai miei due fratelli minori Massimiliano e Lorenzo, durante la partita di promozione Guidonia- Poggio Fidoni, con i miei genitori e mia moglie in tribuna, è stato davvero un bel momento.”

Compagni di squadra e allenatori con cui sei maggiormente legato o che ti hanno lasciato qualcosa dentro?

“Inizio dai mister nominandone due incontrati durante le giovanili e che porto nel cuore: mister Burattini, che gestisce il Lunghezza e mister Sperandio, che non allena più ma che mi hanno segnato tanto e in maniera indelebile nel periodo più importante nella vita di un uomo.

Per quanto riguarda la prima squadra, farò dei torti, ma non posso non nominare mister Stefano Ferretti, che ora allena il Subiaco, che ho avuto in due splendidi anni di serie D a Guidonia e che reputo il miglior mister del Lazio e mister Nicola Antognetti, che ho avuto in un anno difficile a Guidonia e che purtroppo è venuto a mancare quasi 2 mesi fa, con lui avevo un rapporto strettissimo nonostante il poco tempo passato insieme.

Per i compagni invece dovrei fare un elenco lunghissimo ma sicuramente ne dimenticherei tantissimi, non posso non nominare Thomas Toncelli e Antonio Pagella, con cui ho passato momenti belli e momenti difficili e con cui spero di poter tornare a giocare prima o poi. Vorrei poi nominare tutta la squadra del Guidonia 2018/19 con cui ho condiviso l’anno calcistico più difficile calcisticamente della mia carriera ma con i quali ho stretto dei rapporti forti e sinceri.

Infine Giulio Sette, uno dei miei migliori amici che ho conosciuto nell’ormai lontano 2013 con la maglia del La Rustica. Ci sono poi giocatori fortissimi con cui ho avuto la fortuna di giocare e che mi hanno insegnato tanto come Di Donato, Cerone, Borsa, Anselmi, Muzzachi, Iannuzzi. Sono stato fortunato, finora.”

Un idolo, calcistico e non, che ti ha ispirato nella tua carriera?

“Il mio primo e più grande idolo è e rimarrà sempre Beppe Signori, da tifoso della Lazio e da mancino, ho sempre avuto una venerazione per il Re. Crescendo poi ho amato giocatori come Nesta e Di Canio e Lulic e ammirato Paolo Maldini e Sinisa Mihajlović.”

Nomina tre giocatori a cui vuoi far fare questa intervista !

Giulio Sette

Davide Mattia

Antonio Pagella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *