lunedì, 20 settembre 2021
Sport 360°

GUIDO FABBRINI l’ingegnere dei box per i voli di droni fpv

Guido Fabbrini, Founder di ZEEZ rc, ci introduce nel mondo di FPV Racing 

La piattaforma FPV Drone Racing è stata realizzata come progetto sociale e a titolo gratuito, nell’intento di contribuire, con le proprie risorse informatiche, ad un nuovo Sport dell’Aria nato negli ultimi anni sia in Italia che nel resto del mondo: l’FPV Drone Racing.

Ciao Guido buongiorno e grazie del tempo che ci dedichi per questa intervista. Noi de ilsupporter.it siamo diciamo “nuovi” del settore, ci piace raccontare storie di sport, ma anche e soprattutto approfondire ciò che lo sport riesce a cambiare nelle nostre vite, le emozioni che ci regala e le strade che ci fa prendere.

Allora, vinci gare, tieni corsi, sei FOUNDER di ZEEZ rc , fai video mozzafiato (dimentico qualcosa?). In pratica tra tutto queste attività come ti definisci lavorativamente parlando ?

Purtroppo da un po’ di tempo ho smesso di correre, in Cina si corre ma ho  poco tempo per farlo, in Italia avevo un gruppo di amici con il quale ho iniziato ad appassionarmi a questo mondo e ad oggi posso definirmi un imprenditore che progetta e produce componenti elettroniche per droni fpv.

Come nasce il tuo lavoro? Quale è stato il tuo percorso formativo?

Ho frequentato ingegneria elettronica  all’università di Bologna quindi nel campo della componentistica ci sono entrato in questo modo. Poi autocostruendo  droni da ripresa nel 2014, e mi sono appassionato alla costruzione più che al volo, eravamo ai tempi del primo dji phantom 1 .

Sono entrato in amicizia con dei ragazzi di una azienda di Ravenna che costruiva droni, i quali mi hanno consigliato di smettere con i droni da ripresa e passare a qualcosa di piu divertente, l’FPV.

Iniziando ho cercato un gruppo in zona e  con loro ho iniziato a fare “l’ingegnere dei box” per i voli di droni fpv, in quanto le mie skill da pilota erano ridicole, distruggevo solo droni all’inizio.

Il passaggio vero l’ho fatto lavorando in Vietnam per una azienda e con vari contatti sono riuscito ad avere molto materiale sul quale testare i vari asset da costruire (praticamente ho iniziato a distruggere parecchi frame). Al tempo ancora i simulatori erano solo un’idea remota.

La mia prima gara l’ho fatta a Singapore, stesso anno in cui i campionati italiani si sono dovuti svolgere in Svizzera poiché in Italia le leggi non lo permettevano, era Luglio 2016.

In Cina sono arrivato per la prima volta come riserva nel mondiale 2018, ho conosciuto la mia attuale compagna e quindi sono tornato a trovarla dopo il mondiale.

Ho iniziato a capire che il mercato dei droni qui è estremamente sviluppato e che quindi avrei potuto far diventare realtà le mie idee e i miei disegni di componentistica elettronica molto più facilmente che in Italia data l’eccessiva tassazione e un costo di produzione molto più elevato.

Ad oggi qui riesco a visitare la fabbrica che produce i miei pezzi settimanalmente, alla quale ho affidati i macchinari per il controllo qualità affinché vengano rispettati i miei standard.

Abbiamo intervistato recentemente una tua collega/avversaria Luisa Rizzo aka LeoOnFire e abbiamo capito che in Italia non esiste al momento una formazione dedicata a questo sport.

Luisa è una pioniera, fortissima e durissima da inseguire! Purtroppo ha ragione siamo molto indietro, c’è uno scoglio grande della licenza aeroclub italia nonostante si siano creati campionati paralleli e qualche pilota stia venendo fuori.

In Cina ma anche altrove nel mondo tutta la situazione si è semplificata grazie agli investimenti, sia privati che del governo. Fin da bambini si inizia ad approcciare al mondo racing, (in Italia siamo molto più grandi a livello di età) e vien da se che ne escono piloti molto più preparati.

In Italia purtroppo vige il principio del “non vola nessuno a meno che si abbiano determinati requisiti” cosa che senza dubbio evita molti incidenti ma che limita enormemente lo sviluppo di questo mondo soprattutto a livello sportivo.

Qui in Cina si può volare liberamente se non è a scopo di lucro, ovviamente si è molto più controllati quindi se si sta commettendo un errore o si sta volando dove non si può, arriva subito la comunicazione e l’intervento diretto delle autorità.

Abbiamo fatto video commerciali e non volando per i palazzi in centro città o video commissionati dallo stesso governo sfrecciando tra i palazzi di Shenzen, cosa che in Italia non potrebbe mai accadere.

Qui non riesco più a correre a parte per il tempo ma anche perchè le gare spesso sono riservate alle persone locali con il divieto per gli stranieri.

Anche qui il racing  fpv non è considerato un sport di risalto ma essendo riconosciuto non viene frenato e quindi gode di uno sviluppo libero, gli eventi sono grandi e ben organizzati cosa che potrebbe accadere anche in Europa, in Italia.

 

Quando sono andato via la nostra situazione era molto diversa rispetto al resto del modo. Le organizzazioni dronistiche mondiali si creano grazie a professionisti del settore, ad ingegneri, ad informatici, a piloti formati, a responsabili di marketing, a direttori di produzioni di eventi, responsabili di rapporti, controllo qualità e chi più ne ha più ne metta.

Il mondo racing Italiano ma anche Europeo era ancora gestito a livello amatoriale, quasi “familiare”. Ad oggi le cose si stanno lentamente evolvendo, basti pensare ad una realtà come il DRF (drone racing Fano) con il presidente Loris Pensierini che hanno creato la Coppa Italia DRF riconosciuta dal CONI.

In Italia potrebbe essere un Hobby costoso il racing, all’estero può benissimo diventare un lavoro.

Realtà come DRL in America stipendia i suoi piloti e gli permette di dedicarsi a quello sport a 360 gradi, un po’ come avviene nel mondo degli Esports.

Il racing contiene in se molti ambiti, dall’elettronica alla fisica applicata e la programmazione per dirne alcuni. Far volare un drone, che è l’obiettivo del mio lavoro, è molto complicato e dare l’opportunità ai giovani di studiarlo comprenderlo e poi applicarlo sarebbe un passo da compiere nel più breve tempo possibile.

Pensi che l’fpv avrà più successo come sport o come “modalità” di ripresa cinematografica?

Nel cinema con i droni  fpv riesci a fare un chasing (inseguimento) molto più facilmente ed ha un costo diverso. L’ultimo drone dji è un segnale che c’è molta richiesta nel cinema di riprese fpv dato che facilita di molto alcuni movimenti che di norma richiederebbero una crew molto attrezzata.

E’ Un entry level per chi vuole imparare che aiuta a saltare il processo di dover far volare il drone, senza passare per le fasi di montaggio e assemblaggio.

Il Problema degli eventi fpv è che il pubblico non può vedere quello che sta succedendo quindi di conseguenza a meno di enti, governi e investitori privati, l’evento fpv manca di persone che possano partecipare e creare quell’economia intorno all’evento stesso.

Spesso anche tra piloti non si guarda cosa sta facendo l’altro perché effettivamente o ci si sintonizza sullo stesso canale o rimane difficile seguire le heat di tutti i piloti.

Di conseguenza il guadagno principale è e rimane quello della produzione video e quindi il mercato si sposta in quella direzione.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Sto facenbdo tutto step by step dato anche il periodo storico che stiamo vivendo.

Adesso siamo senza produzione poiché purtroppo come tutte le aziende di elettronica soffriamo del chip shortage globale e acquistare i materiali per produrre i miei prodotti e’ praticamente impossibile.

Faccio fatica a pensare al futuro. Combattiamo con un colosso come dji che se volesse potrebbe schiacciare tutte e dico tutte le altre aziende senza nessuno sforzo.

E’ veramente dura andare avanti in questo senso, per adesso mi ritengo molto soddisfatto di quello che faccio, dei miei prodotti e spero di riuscire ad andare avanti, le idee non mancano e non mi sento “arrivato”.

E’ stata una casualità il fatto che io sia rimasto qui e abbia iniziato a creare la ZEEZ che per ora è composta da me e dalla mia compagna a livello dirigenziale, ma il caso spesso ci porta a quello che vogliamo veramente e ad oggi quello che faccio è quello che amo fare nella vita.

Non escludo di tornare in Italia sperando che il mercato lo consenta ma per adesso le produzioni mi costringono  a competere da qui.

Cosa ha per te l’fpv racing in più rispetto agli altri sport?

Per me è l’insieme di tutto. Super immersivo e adrenalinico, sei li veramente e stai volando e correndo con il drone. L’Adrenalina è  assurda, sei talmente immerso dentro al gioco della gara che non pensi più a nulla. Una scarica impressionante che vivi senza battere ciglio.

Qualsiasi gara di moto o macchine, possono essere paragonate fino ad un certo punto perché i piloti possono dimostrare il loro valore in un arco di tempo molto più grande, mentre nell’fpv hai una manciata di minuti e se sbatti sei fuori.

Puoi allenarti e diventare bravo quanto vuoi ma in gara avrai sempre quella “tremarella” che personalmente mi fa amare questo sport.

Inoltre la community che si crea intorno è un fattore molto importante, che ti aiuta a progredire e a formarti.

Spero davvero che le cose in Italia cambino perché questo sport e le persone che ci sono dentro se lo meritano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *