lunedì, 20 settembre 2021
Interviste

“Tutto Premier League” il libro di Angelo Tuttobene

Questa si che è passione. Quella per il campionato più “sfarzoso” del mondo. La Premier League come non l’avete mai vista. Dati, tabellini, statistiche, gol e partite, e non mancano i mille aneddoti del campionato inglese.

Abbiamo intervistato l’autore del libro “Tutto Premier League” Angelo Tuttobene.

Il 1992 è lo spartiacque tra l’era del glorioso e romantico vecchio football d’Albione e l’attualità sfarzosa del soccer moderno globalizzato.

La nascita della Premier League avvenne quando le 22 squadre della First Division, allora affiliate alla Football League, decisero di seguire il fruscio dei pounds e creare una lega autonoma irrorata da sponsor e diritti televisivi.

Quest’opera ripercorre le intricate vicende che hanno portato all’accordo con BSkyB di Rupert Murdoch che con abili investitori ha inaugurato un modello di governance del calcio, diventato egemone a livello mondiale.

Gli stadi sembrano sempre più teatri con posti a sedere e la confusione delle terraces è rimpiazzata dalla consuetudine della membership card.

Ci sono ancora sacche di resistenza sugli spalti d’Oltremanica, ma è giunto il momento di fare un primo bilancio storico e statistico.

Nel volume troverete, tutti i risultati, informazioni storiche e statistiche, i record, i top e flop players, le classifiche, le rose complete, le presenze e le reti di tutti i giocatori che hanno fatto parte delle squadre della “Super Lega”.

 

1) Innanzitutto raccontaci di te, chi sei e cosa fai? 

Sono una persona molto riflessiva, di poche parole che bada molto alla sostanza.

Non amo molto parlare di me, ma per voi lo farò con piacere. Sono calabro-siculo, cresciuto ad Acconia, un piccolo paesino a pochi passi dal mar Tirreno in provincia di Catanzaro.

Come molti miei conterranei ho lasciato presto casa per poter lavorare girovagando per l’Italia ma ho avuto anche esperienze lavorative all’estero. In Svizzera e in Inghilterra.

Ora vivo al Nord, in provincia di Brescia e da qualche anno, sempre da precario, sono un insegnante di sostegno seguendo il percorso scolastico dei ragazzi disabili.

2) Come nasce questo libro? Quale la scintilla iniziale e perché proprio la Premier League?

Il libro nasce grazie alla collaborazione e all’amicizia di Gianluca Iuorio, editore della casa editrice Urbone Publishing.

Persona splendida, disponibile e sincera. Adoro la carta stampata, non solo quella sportiva. È una passione che coltivo fin dalla tenera età, da quando ho iniziato a leggere.

Da allora acquisto e archivio migliaia di riviste e annuari che conservo con cura maniacale. Pensate che ho tutti i Guerin Sportivo dal 1970 ad oggi, i Football Annuals e i Rothmans Football Yearbooks senza alcuna mancanza, acquistati in questi anni.

Ritornando alla domanda inziale, l’idea nasce da un progetto comune con Gianluca Iuorio, quello di creare un almanacco statistico arricchito di commenti, stagione dopo stagione, del campionato più affascinante del mondo avendo a disposizione una montagna di annuari sul calcio inglese.

Sono un amante del mondo anglosassone, leggo libri, ascolto musica brit-pop e visiono film made in UK (adoro Ken Loach).

Avendo vissuto lì, seppur per un breve periodo, questo ha dato il via alla stesura del libro, abbozzato per la prima volta tra le mura delle terraced house di mia zia, nel borgo della working class di Swindon.

3) Immaginiamo che alle spalle ci sia stato un grande lavoro di ricerca e studio, quanto ci hai lavorato e come hai selezionato/cercato tutte le notizie riportate poi nel libro? 

Sì, il lavoro di ricerca statistica è molto dispendioso. Ho impiegato quasi tre anni per portarlo a termine. Pur avendo nel mio archivio fonti ufficiali come gli annuari Rothmans Football Yearbook o Football Annuals, a volte ho avuto difficoltà nel comparare le fonti quando i dati differivano.

In questi casi ho avuto bisogno del web, andando sui siti delle squadre e verificarne la veridicità.

Con migliaia di numeri da riportare capita di sbagliare. Spero solo ci sia una percentuale bassissima di errori nel mio libro. Ho dovuto fare anche dei tagli.

Erano previsti, tutti i tabellini delle gare giocate, stagione dopo stagione, i risultati scritti per esteso e la classifica marcatori dei primi 10 top scorer.

Stampando la prima bozza ci siamo accorti con Gianluca che il volume sarebbe stato poco maneggevole con oltre 1200 pagine rispetto alle attuali 530 pagine.

Così abbiamo deciso di metterle le griglie per i risultati, eliminare i tabellini e tagliare la classifica cannonieri.

Non escludo che per il 30 anniversario ci sia qualcosa di diverso e ancor più completo.

4) Parli di campionato più “sfarzoso” del mondo. Declinaci ed illustraci questo concetto!

Cercavo un aggettivo che accomunasse l’Inghilterra in quanto nazione e la Premier League così ho scelto di descrivere la massima serie inglese “sfarzosa” essendo il campionato più ricco del mondo, per gli ingaggi e per le folli cifre che vengono versate per giocatori anche di medio spessore.

Ma il termine “sfarzoso” richiama soprattutto la famiglia reale e gli sfarzi di Buckingham Palace.

5) Il 1992, come sottolineato da te, è lo spartiacque decisivo tra il romantico football inglese e il calcio moderno. Quali le principali differenze?

 In realtà la prima scossa ad un sistema già in crisi, la diedero i diktat di Margaret Thatcher negli Eighties, la quale era riuscita a cambiare in maniera radicale non solo la società britannica ma anche il calcio col Taylor Report.

In primis, scardinando il fenomeno degli hooligans eliminando le classiche terraces, ma allo stesso tempo per mettere in sicurezza gli stadi, dopo i cruenti fatti di Hillsborough.

Così ogni società fu costretta ad ammodernare il proprio impianto investendo ingenti somme per i lavori di ristrutturazione.

Molti club furono costretti addirittura ad abbandonare le storiche mura di gioco disegnate da Sir Archibald Leitch, sotterrando decenni di storia sotto le macerie per far posto ad ipertecnologiche architetture con progetti copia/incolla.

La conseguenza fu un aumento vertiginoso dei prezzi dei biglietti e una rivoluzione dal punto di vista commerciale dove il tifoso smetteva i panni del support per indossare quelli del cliente.

Il 1992 sancisce la nascita della nuova super lega inondata di sponsor e di Pounds chiudendo l’era del football romantico.

Ricordo che per un periodo TMC (Telemontecarlo), trasmetteva le gare del Coppa d’Inghilterra e del campionato scozzese.

Rimasi basito fin da subito dai loro stadi senza alcuna recinzione, dal tifo caloroso e dal loto modo di giocare, ancora molto British, dove l’arbitro fischiava solo per falli al limite del penale, con frequenti lanci lunghi e mischie nel pantano davanti l’area di rigore.

A fine gara, io e mio fratello emulavano il match appena visto sul nostro panno verde del Subbuteo. Altri tempi appunto.

6) Chiudiamo con i tre aneddoti principali riportati sul tuo libro che ti hanno più affascinato e perché?

Documentandomi per la stesura del mio libro ho letto in un periodico italiano di geopolitica e cultura che tempo fa, la federazione inglese mise in palio il premio Groundsman of the year, ovvero, venne premiata la società che si contraddistinse per la manutenzione del manto erboso. Geniale!

Da noi il giardiniere di San Siro sarebbe perennemente ultimo. Un altro episodio curioso che ho scovato tra le riviste di football britannico è quella relativa alla squadra del Southampton.

I Saints nel 2001, dopo l’addio al glorioso The Dell e senza la sua stella, Matthew Le Tissier, per scacciar via i fantasmi della retrocessione e la maledizione del nuovo impianto, furono costretti a chiamare una maga – Cerradwen “Dragonoak” Connelly – per liberare la squadra dal malocchio del St. Mary’s. Assurdo!

Io ero rimasto al sale di Anconetani e ai calzini rossi del mitico Costantino Rozzi come antidoti contro la iella. L’ultimo riguarda invece la spy story dietro la creazione della Premier League. Ma direi che può bastare così altrimenti delle 530 pagine vi racconto tutto.

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