sabato, 8 maggio 2021
Interviste

IN VOLO CON “LEO ON FIRE”: LUISA RIZZO LA PILOTA DEI DRONI E ALFIERE DELLA REPUBBLICA

Nasce intorno al 2016 questa disciplina sportiva, FPV (First person view) Racing.

Piloti virtualmente a bordo del proprio drone grazie a degli occhiali collegati alla camera del mezzo, che si danno battaglia fino all’ultimo ostacolo da superare/aggirare/trapassare.

Un nuovo sport, una nuova visione del “mondo drone” che fa della velocità e della agilità i suoi punto di forza.

Oggi siamo a scoprire questa disciplina sempre più in voga insieme a Luisa Rizzo in arte LeoOnFire, campionessa italiana e rappresentante tricolore agli ultimi mondiali FPV.

Innanzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista.

Partiamo in volo:

Qual è l’aspetto più complicato di guidare un drone da gara?

Ci sono diversi aspetti che possono risultare più o meno complicati, un’ottima messa a punto del mezzo, una buona coordinazione tra vista e l’azione delle dita sul radiocomando, una buona memoria muscolare (la possibilità di ripetere delle manovre a memoria) e non ultima una discreta dose di sangue freddo, ogni singola heat (turno di gara) dura solo pochi minuti… una scarica di adrenalina!

Domanda classica e forse scontata, ma d’obbligo, i droni che utilizzate in gara, che caratteristiche hanno in termini di velocità e resistenza? Sono pericolosi? Adottate precauzioni durante le gare?

La velocità può raggiungere e superare in gara i 150 km/h, con un’ accelerazione da zero alla massima velocità prossima a un secondo e mezzo.

I droni sono costruiti in fibra di carbonio, quindi molto resistenti. Possono essere molto pericolosi, di fatto proiettili da circa mezzo chilo.

Vi sono nei circuiti delle reti di protezione e l’area piloti è chiusa da ulteriori reti e non accessibile durante lo svolgimento delle heat.

Le normative sull’uso dei droni, stanno limitando o agevolando questo sport?

Le normative sull’uso dei droni sono ininfluenti nei vari campionati o gare, abbiamo dei regolamenti sportivi e delle assicurazioni.

Per accedere al campionato FAI F9U, riconosciuto dal CONI e da Aero Club d’italia, nonché per gare sempre in categoria F9U, occorre una speciale licenza sportiva.

In Italia la formazione al volo fpv esiste?  Come ti sei addestrata all’inizio della tua carriera?

Non esiste una formazione “ufficiale”, si va avanti con l’aiuto di piloti che hanno già esperienza, per me è stato importante l’aiuto di mio padre.

Se dovessi guardare da fuori il mondo FPV Italiano come sport, rispetto agli altri paesi, in quale posizione ci troviamo? Quanta strada ancora c’è da fare?

Siamo indietro anni luce, la strada da percorrere è ancora lunga, si sta lavorando per crescere sia dal lato tecnico che dal lato organizzativo.

E’ uno sport sicuramente di aggregazione, con il quale sei spesso a contatto con la natura, i lockdown dovuti al COVID19 quanto hanno pesato ?

Il lockdown e generalmente il COVID19 hanno e stanno influendo pesantemente, non solo in Italia.

Gli spostamenti al momento sono permessi solo per attività agonistiche riconosciute come il campionato FAI F9U, ma non sono permessi attualmente per la Coppa Italia che di fatto è il trampolino di lancio verso competizioni professionali e internazionali FAI F9U.

I droni FPV sono sempre più utilizzati nel mondo cinema e video, da pilota esperta quale sei, ti hanno mai chiesto questo tipo di riprese? Cosa ne pensi?

Il volo FPV è un volo estremamente dinamico, decisamente diverso dal volo di un drone da ripresa come inteso sino ad ora, le difficoltà principali risiedono nel portare in volo macchine da ripresa professionali, ingombranti e piuttosto pesanti.

Si aggiunge la difficoltà con queste macchine di avere una stabilizzazione dell’immagine in quanto le stesse sono fissate saldamente sulla struttura del drone e non tramite gimbal, che invece sono preposti proprio alla stabilizzazione.

Sto lavorando anche in questa direzione con dei droni che stiamo progettando e costruendo appoitamente. Mi piacerebbe far parte del mondo del cinema, chissà…?

Quanta economia gira intorno a questo sport? E’ uno sport costoso? I premi per la vittoria delle gare sono in denaro? Ci sono sponsor?

In Italia gira pochissima economia se facciamo un confronto con le altre nazioni, ci sono degli sponsor, ma essendo poca la visibilità in quanto il pubblico per regolamenti non è al momento ammesso alle competizioni.

I premi in denaro ci sono ma non in Italia, perché legalmente non permessi. Lo sport è costoso ma non più di tanti altri, ovvio che arrivando a determinati livelli lo diventa ancora di più, ma qui intervengono gli sponsor.

Cosa consiglieresti a qualcuno che vuole iniziare a pilotare droni FPV ? 

Cominciare con un buon simulatore al PC, oggi ve ne sono diversi e permettono di approcciarsi al volo, anche se simulato.

Così facendo si evitano molti danni e spese di riparazione che ci sarebbero se si cominciasse direttamente con il volo reale.

Sicuramente anche cercare di far gruppo con qualcuno dell’ambiente.

Prossime gare? Come ti stai preparando?

L’allenamento a livello agonistico è permesso, anche come spostamenti,  solo presso strutture autorizzate e in questo momento non è la cosa più facile da fare, stiamo lavorando molto con i simulatori al PC anche se non è la stessa cosa.

Per le prossime gare abbiamo certamente in programma diverse tappe del Campionato Italiano, per la Coppa Italia aspettiamo le prossime direttive.

Le gare internazionali al momento sono in sospeso, il campionato del mondo dovrebbe tenersi a novembre in Cina e personalmente faccio parte della squadra nazionale, ma è un interrogativo anche quello per i problemi legati al COVID19.

Grazie mille Luisa, è un grande piacere poter sentire le tue opinioni su uno sport sconosciuto a molte persone ma che sicuramente ha un futuro lungo davanti a sé ! 

Ti facciamo un grande in bocca a lupo per le tue prossime gare!

 

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