sabato, 8 maggio 2021
Interviste

UNA VITA DA PORTIERE…E DI PROSSIMI TRAGUARDI!

Mestiere sporco, troppe volte frainteso.

Il primo a pagare quando si prende gol, l’ultimo ad essere lodato quando si vince.

Non è facile la vita del portiere, soprattutto nel mondo dei dilettanti.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Giovanni Russo, un numero 1 con i fiocchi.

 

Raccontaci la tua carriera?

“Ho iniziato con il Monterotondo Calcio. Da li sono passato al Villanova, dove sono riuscito a vincere subito un campionato.

Come calciatore sono cresciuto molto nella mia esperienza con il Civitavecchia, anche perché da li sono riuscito a firmare un contratto di tre anni con la Nocerina, che militava in C1 all’epoca.

Non sono riuscito a finire però i tre anni, perché da li sono passato all’Aversa Normanna.

Durante questo periodo sono entrato nel giro della Nazionale Under 20 di Lega Pro con Mister Bertotto. Sono riuscito a portare a casa tante presenze e tante soddisfazioni.

All’età di 21 anni sono passato poi a Matera, dove abbiamo sfiorato la Serie B, perdendo i play off con Mister Auteri.

Dopo questa bellissima esperienza, sono passato prima al Gallipoli in Serie C e poi al Messina, sempre in Serie C con Mister Lucarelli.

Per finire sono tornato in Serie D con il Verbania, facendo anche un anno al Trento, sempre in D, per poi tornare al Verbania per vincere un campionato di Eccellenza e tornare in D. Attualmente difendo la porta del Legnano Calcio in Serie D

 

Da dove nasce la tua passione per questo ruolo e come è iniziato tutto?

“ Avevo 4 anni, era un torneo baby, eravamo piccolissimi. Mi sono messo i guanti e da li non li ho più tolti.

Questo ruolo mi ha sempre dato tanta responsabilità, mi piaceva volare tra i pali e salvare gol e compagni.”

 

Quanto è difficile il mestiere del portiere quando non si è più Under e perché secondo te venite sacrificati per primi?

“Vorrei iniziare con il dire che io non ho mai avuto la fortuna di giocare per questa regola degli Under. Ho sempre giocato per meriti miei sia in Serie C che in Serie D.

Credo che gli allenatori preferiscono usare portieri Under in porta per avere più stabilità e più uomini di esperienza in mezzo al campo.

Quindi per noi diventa sempre più difficile trovare spazio.”

 

Cosa può dare in più un portiere “esperto” in una squadra, rispetto ad un giovane?

“Un portiere esperto ti può dare qualcosa in più secondo me. Per iniziare rende la difesa più compatta e più attenta, può correggere un movimento, aggiustare un posizionamento sbagliato.

Poi parliamo di più, siamo quasi fastidiosi, abbiamo più sicurezza e questo viene trasmesso a tutto il resto della squadra.”

 

Se potessi tornare indietro sceglieresti sempre lo stesso ruolo?

“Lo sceglierei sempre. Veniamo un po’ sacrificati, poco elogiati, ma non mi vedrei in nessun’altra parte che tra i pali.

Devo salvare la mia squadra, devo salvare un gol, è un ruolo che ti da tanta consapevolezza e tanta responsabilità. Fare il portiere è uno stile di vita.”

Nomina un portiere che vuoi ci racconti la sua storia e il suo punto di vista.

“Nomino Matteo Iali”

 

 

 

 

 

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