sabato, 8 maggio 2021
Interviste

INTERVIEW CHALLENGE: EMILIO UBERTINI

Un’altra intervista per la rubrica de Il Supporter “Interview Challenge”. E’ la volta del centrocampista in forza al Passo Corese Emilio Ubertini.

Innanzitutto, vi ringrazio e ringrazio Bomber Nardecchia, per avermi “nominato”, ritengo molto bello il lavoro che fate per il calcio dilettantistico, soprattutto in questo momento.

Cosa significa per te giocare a calcio?

Per me, da sempre giocare a calcio significa, divertimento, competizione e apprendimento, un mix capace di renderti in primis uomo e in secondo luogo di essere felice.

In più grazie a questo magnifico sport si possono instaurare dei rapporti di amicizia che rimangono duraturi anche fuori dal calcio, quindi riassumerei cosi: Calcio= Divertimento, competizione, apprendimento e amicizia.

Uno o più episodi che ti sono rimasti maggiormente impressi nel cuore al livello calcistico?!

Nutro particolare gioia quando ripenso al periodo inerente alla magnifica cavalcata che facemmo con il Monterotondo Calcio, quando con la Juniores Nazionale vincemmo il campionato ed arrivammo ad un passo dalla finalissima nazionale che si sarebbe dovuta giocare al Flaminio. In quella stagione ci fermammo in una doppia semifinale contro il Siracusa dove all’andata perdemmo 2-0 e al ritorno la ribaltammo 3-0, ma all’ultimo secondo un gol ospite spezzò tutti i nostri sogni (3-1); ricordo che misi a segno proprio io il momentaneo 3-0 (di testa forse il mio unico gol di testa).

Per quanto riguarda le prime squadre, ho molti ricordi di annate più o meno “vincenti”, dai bellissimi “gruppi” di Fontenuova, Castelnuovese e Capena, ma anche esperienze sicuramente meno fortunate, infine nutro ricordi bellissimi proprio dell’esperienza che sto vivendo al Passo Corese dove sono contornato da un gruppo di ragazzi, staff e società fantastici e dove, anche essendo uno dei più vecchi sto imparando tanto, ormai quando indosso quella maglia, sarà perché è bianconera, mi sento Coresino.

Compagni di squadra e allenatori con cui sei maggiormente legato o che ti hanno lasciato qualcosa dentro!?

Citarne qualcuno in particolare è sempre scomodo e si rischia di “dimenticare” alcuni; ho avuto la fortuna di conoscere, lato mister, personaggi che mi hanno aiutato nella crescita, come il “Gaucho” Morrone, veramente un fenomeno, mister Peppino Tulli, icona del calcio Reatino, e Mister Benigni, che oltre ad essere un mister molto preparato, è senza dubbio un amante sano del calcio, lo ringrazio maggiormente perché mi ha dato la possibilità di rimettermi in gioco.

Per quanto riguarda compagni di squadra ne avrei molteplici, voglio citarne due Servi, perché oltre ad essere uno dei difensori più forti che abbia visto è un mio carissimo amico che riesce sempre a dire le cose giuste al momento giusto, e Daniele Filippi, un ragazzo che mi ha imparato una cosa, alcune volte le parole non servono, i fatti dicono molto di più; due FENOMENI.

Un idolo, calcistico e non, che ti ha ispirato nella tua carriera !?

L’idolo, sono sincero, non ne ho uno in particolare, posso dire che apprezzo molto l’atteggiamento messo sul campo da Carlitos Tevez, il suo periodo alla Juventus è stato bellissimo, e i suoi occhi in campo mi trasmettevano voglia, determinazione e passione.

L’idolo vero però è mia moglie (LAURA), che mi supporta e mi permette di continuare a dedicare del tempo alla mia passione e di conseguenza (purtroppo) a togliere del tempo a lei e al mio piccolo Bomber Francesco.

Nomina tre giocatori a cui vuoi far fare questa intervista!?

Spero non vi dispiaccia ma ne nomino quattro, quattro Top Player attuali del calcio Dilettante nonché quattro compagni di squadra con i quali andrei anche in guerra (sportivamente parlando):

  • Marco Servi;
  • Daniele Filippi;
  • Stefano Italiano;
  • Alessandro Palma.

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