sabato, 8 maggio 2021
Interviste

#INTERVIEWCHALLENGE: Andrea De Dominicis

Continua il giro delle nostre interviste INTERVIEW CHALLENGE. Questa volta ad essere stato nominato è il centrocampista del Nomentum Andrea De Demonicis.

Cosa significa per te giocare a calcio?

“Giocare a calcio significa divertimento, passione e condividere obiettivi con i propri compagni e fare di tutto per raggiungerli insieme. Sicuramente giocarci implica delle rinunce durante l’anno però la fatica degli allenamenti e l’adrenalina della domenica sono cose che non possono essere sostituite e per noi appassionati di calcio sono vita.”

Uno o più episodi che ti sono rimasti maggiormente impressi nel cuore al livello calcistico?

“ Ogni stagione calcistica ti porta a vivere momenti che rimangono impressi. Ricordo, con molto piacere, che nel mio primo campionato giocato tra i “grandi” con l’Eretum Monterotondo segnai il gol decisivo allo scadere del tempo nel derby contro il Città di Monterotondo. Non scorderò mai la corsa di tutti miei compagni verso di me, è stata una gioia assoluta.

Un’altra esperienza che porterò sempre con me è stata la partecipazione al Torneo delle regioni con la rappresentativa del Lazio che ci ha visto diventare Campioni d’Italia, dopo molti anni, nella categoria Juniores. Esperienza che mi ha fatto crescere e che difficilmente dimenticherò.”

Compagni di squadra e allenatori con cui sei maggiormente legato o che ti hanno lasciato qualcosa dentro?

“Tutti gli allenatori con i quali ho avuto modo di lavorare mi hanno lasciato qualche insegnamento ma una menzione particolare devo farla al mister Paolo Malizia che mi ha dato fiducia fin da subito facendomi esordire giovanissimo in Eccellenza e al mio attuale mister Pierpaolo Lauretti con il quale mi trovo bene e data la sua esperienza calcistica passata con i suoi consigli posso soltanto migliorare.

Un pensiero particolare va al mister Maurizio Rossi scomparso recentemente con il quale ho vissuto esperienze straordinarie e a lui mi legano ricordi indimenticabili.

Per quanto riguarda il discorso dei compagni di squadra posso ritenermi fortunato poiché, grazie al calcio, sono riuscito a creare legami speciali e tutt’ora alcuni di essi sono amici anche fuori dal campo. Parlo di Giuseppe Tiscione, Paolo Bornivelli, Tiziano Petrocchi, Simone Maresca e invece se penso ad un nome che mi ha aiutato a crescere e che ho guardato sempre con molto attenzione per le sue qualità sia dentro e fuori dal rettangolo verde è Cristian Muzzachi. Senza dimenticare anche Carlo Alessandri, oltre a condividere lo stesso giorno di nascita, è stata una figura importante per la mia crescita calcistica e non solo.”

Un idolo, calcistico e non, che ti ha ispirato nella tua carriera?

“Il mio idolo è Claudio Marchisio perché rappresenta un modello di comportamento sportivo e non. Mi ha colpito fin da subito il suo modo di interpretare il calcio con eleganza ma allo stesso tempo con umiltà e determinazione. Non posso dimenticare il giorno in cui l’ho incontrato ed ho avuto la fortuna di fare una foto insieme a lui.”

Nomina tre giocatori a cui vuoi far fare questa intervista:

 1. Mio fratello Gianluca De Dominicis

2. Mattia Palmieri

3. Davide Sacripanti

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