martedì, 4 agosto 2020
Personaggi

INTERVIEW CHALLENGE: PIETRO CAMPEDELLI

Pietro sei stato nominato! Continua la nostra challenge di interviste. Questa volta a rispondere alle nostre domande è Pietro Campedelli giocatore del Castrum Monterotondo, squadra militante nel Girone C di Prima Categoria.

La tua storia calcistica fino ad oggi…

Ho iniziato nel Monterotondo Scalo con le giovanili dove sono arrivato fino agli esordienti, l’anno successivo sono passato al Fidene, dopo una stagione e mezza andai all’Atletico Fidene dove restai ancora una stagione. In seguito tornai a Monterotondo nel Città di Monterotondo per poi fare la mia prima esperienza in prima squadra l’anno successivo al Capena in Promozione. L’anno dopo passai un anno con la Juniores del Monterotondo e successivamente due stagioni all’Eretum. Ed ora al Castrum!

Cosa significa per te giocare a calcio?

Rappresenta una grande passione che mi accompagna ormai da tanti anni, è qualcosa di unico, di cui non posso fare a meno. Il Calcio per me è un modo di “staccare” da tutto il resto. È un modo per divertirmi insieme ai miei compagni di squadra, che rappresentano anche le mie frequentazioni fuori dal campo e a cui sono molto legato.

Uno o più episodi che ti sono rimasti maggiormente impressi nel cuore al livello calcistico ?

Ricordo molto volentieri un derby vinto ai tempi della Juniores regionale con il Monterotondo, in cui affrontammo il Città di Monterotondo al Pierangeli. Vincemmo quel derby 7 a 4 sotto la guida di Mister Morrone (Gabriele), una partita bellissima in cui si affrontarono due squadre molto forti, composte da molti giocatori di livello che poi con il tempo si imposero anche nelle prime squadre.

Un altro episodio che ho a cuore riguarda quest’anno, ovvero la prima volta che ho ricevuto la fascia di capitano del Castrum Monterotondo, squadra dove gioco tutt’ora.

In quella giornata purtroppo a seguito di un infortunio Valentino Cristofalo è dovuto uscire dal campo, essendo vice capitano in quella partita la fascia di capitano è passata sul mio braccio. È stato un momento particolare sia per aver ricevuto la fascia da Valentino, persona a cui sono molto legato, sia per il tipo di fascia che ho ricevuto poiché aveva i colori del rione di Monterotondo di cui io e Vale facciamo parte. Per questi motivi è stato un momento che porterò sempre con me.

Compagni di squadra e gli allenatori con cui sei maggiormente legato o che ti hanno lasciato qualcosa dentro.

Gli allenatori che mi hanno lasciato qualcosa di particolare sono Massimiliano Ferrara, il mio primo allenatore, grazie al quale ho tirato fuori la “grinta” che ha contraddistinto poi il giocatore che sono ora. Marco Tozzi, allenatore che ho avuto al Fidene, la mia prima vera esperienza fuori da Monterotondo, con il quale sono cresciuto ed ho imparato molto. Infine l’allenatore a cui sono molto legato è sicuramente Gabriele Morrone con cui ho avuto un rapporto particolare e che porterò sempre dentro al cuore, è quel tipo di allenatore per cui andresti in “guerra”.

Per quanto riguarda i compagni penso che tutti quelli con cui ho giocato mi abbiamo lasciato qualcosa soprattutto quelli che sono tutt’ora i miei amici e con i quali mi frequento fuori dal campo. Però posso dire che sicuramente per me aver condiviso lo spogliatoio con persone come Luca Fiorucci ai tempi dell’Eretum, con Marco Mariotti fino a due anni fa e con Paolo Bornivelli durante le giovanili e la Juniores, è motivo di grande orgoglio.

Un idolo, calcistico e non, che ti ha ispirato nella tua carriera ?

Sicuramente per il suo modo di giocare e per il suo trascorso nella Roma dico Radja Nainggolan giocatore a cui sono molto legato, un idolo che già seguivo ai tempi del Cagliari e che poi è diventato una bandiera della mia squadra del cuore.

Le tue nomination?

Valerio Ciccanti (Fidene)

Angelo Scarafile (Castrum Monterotondo)

Davide Benedetti (Montespaccato)

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