martedì, 4 agosto 2020
Calcio

Bruno Cirillo: dal campo alla scrivania. La storia e le emozioni di un calciatore di Serie A.

Un colpo da Serie A per il Supporter. Abbiamo avuto l’onore ed il piacere di intervistare Bruno Cirillo. Una bellissima storia di calcio e passione, dal campo alla scrivania. L’apice della carriera con l’Inter su precisa richiesta di Marcello Lippi, dopo averlo apprezzato nella sua lunga carriera alla Reggina. Ha calcato i più prestigiosi palcoscenici calcistici, le scale del calcio, dalle categorie più basse fino alla Champions League. Le esperienze in Italia, poi Grecia, Spagna, Francia e in India. Ha giocato con i migliori giocatori del mondo, Ronaldo solo per citarne uno, ed è stato allenato dai migliori allenatori al mondo. Oggi lo ritroviamo nei panni di procuratore.

L’emozione dell’esordio in Serie A

 

Era il 29 Agosto 1999 e la partita era Juventus – Reggina. Ho esordito con la maglia della Reggina ed è stata un’emozione indescrivibile, mi ricordo tutto di quel giorno, la tensione, la concentrazione e soprattutto la gioia nel sapere il giorno prima della partita che sarei partito titolare. E’ stata una giornata straordinaria e indimenticabile.

Qual è il ricordo più bello che ti ha lasciato il calcio professionistico e quale è il ricordo più brutto?

Ho talmente tanti ricordi belli che il calcio è riuscito a regalarmi che non saprei quale scegliere, posso riassumere dicendo che se mi guardo indietro, da bambino avevo tanti sogni e questo sport   ha fatto si che tutti gli obiettivi che mi ero prefissato fossero raggiunti.

Per quanto riguarda i ricordi brutti, posso dire che sicuramente c’è qualche sconfitta che brucia però nel complesso ce ne sono pochi, anche perché comunque mi hanno portato dove sono ora, quindi devo dire che ci sono più ricordi belli che brutti nella mia carriera calcistica.

Quale è la squadra in tutte quelle in cui hai giocato che ti ha fatto crescere di più sia come uomo che come calciatore e dove hai i ricordi più belli?

Ho un ricordo bellissimo di tutte le squadre con cui ho giocato, però la Reggina è sicuramente la squadra che mi ha fatto crescere di più e di cui ho i ricordi più belli. Ho indossato quella maglia all’età di 14 anni, ho fatto tutte le giovanili per poi passare prima in C1 e poi in B fino ad arrivare in serie A dove sono stato anche capitano.

Posso solo che ringraziare la Reggina perché mi ha dato la possibilità di realizzare i sogni che avevo da ragazzo.

I ricordi del calciatore e le emozioni più importanti

 

Il giocatore o i giocatori più forti con cui hai giocato?

Il più forte è stato sicuramente Ronaldo, il Fenomeno. Diciamo che quando sono arrivato all’Inter lui era infortunato e quindi ho avuto il piacere di allenarmi con lui solo nella parte finale della stagione, però in quel poco tempo ho visto un giocatore di una grandezza smisurata.

Un altro giocatore che ho il piacere di ricordare  è Laurent Blanc, giocatore di altri tempi, ma grande persona e con lui ho avuto un rapporto speciale e mi ha aiutato tanto a crescere sia come giocatore che come uomo.

Come definiresti le tue esperienze all’estero?

Ho giocato in Grecia, Spagna, Francia e in India e devo dire che tutte le mie esperienze all’estero sono state molto positive e mi hanno fatto crescere sia al livello culturale che al livello professionale. La maggior parte delle persone e dei giocatori pensa che si fa fatica ad andare all’estero, io invece posso dire che le mie esperienze mi hanno arricchito. Ho avuto il piacere di giocare nella Liga spagnola, bella e competitiva; nel campionato Francese dove siamo riusciti a raggiungere una promozione e devo dire che è veramente difficile come campionato. Infine ho giocato in Grecia e in India dove sono riuscito a giocare anche in Champions e in Europa League.

Bruno Cirillo oggi nelle vesti di procuratore

La nuova carriera da procuratore

 

Come ti trovi nei panni di procuratore e cosa cerchi di trasmettere ai tuoi giocatori?

Questa nuova esperienza è veramente stimolante e comunque mi piace molto perché mi permette di rimanere nel mondo del calcio. Cerco di trasmettere ai miei ragazzi i valori come la professionalità, l’umiltà e il duro lavoro che ripaga sempre. Devo dire di essere fortunato perché tutti i ragazzi con cui collaboro sono tutti dei grandi professionisti e dei grandi lavoratori.

Mi piace avere un buon rapporto con loro e ci sentiamo 4 – 5 volte a settimana, li chiamo per sapere come vanno gli allenamenti e soprattutto li chiamo nei post- partita. Comunichiamo continuamente, mi piace seguirli e stargli il più vicino possibile.

Voglio continuare a crescere in questo percorso per poter aiutare più ragazzi possibile a raggiungere il loro sogno.

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