martedì, 22 ottobre 2019
Personaggi Sport 360°

Alessandro Frezza: dal judo, al brazilian jiu jitsu fino al grappling con un unico filo conduttore. Le Vittorie!

Dopo il nostro articolo dedicato alle arti marziali e all’attività sportiva della Bellator Eretum Academy, conosciamo meglio uno dei coach, ALESSANDRO FREZZA. Prima di intervistarlo conosciamo meglio la sua lunga carriera piena di vittorie, conquiste e medaglie.

I primi passi sul tatami.

Alessandro Frezza nasce a Roma il 30/07/1985. Già all’età di 9 anni si dedica assiduamente a quella passione che qualche tempo dopo scoprì che sarebbe diventata parte integrante della sua vita: il Judo.  Si appassiona ogni giorno di più alla conoscenza di questa affascinante arte marziale anche grazie agli insegnamenti del suo Maestro Franco Piccioni (oggi 6°dan), raggiungendo in breve tempo alti livelli. A 15 anni il nome di questo giovane atleta è di dominio pubblico: tutto il mondo del Judo ha sentito parlare del piccolo ma grande campione. Ed è proprio nel febbraio 2000 che vince il titolo italiano cadetti e a luglio conquista la medaglia di bronzo al campionato europeo cadetti diventando così la PRIMA MEDAGLIA ITALIANA di JUDO ad un campionato europeo, entrando di diritto all’interno della nazionale italiana di Judo con sede ad Ostia (Roma)

Alessandro inizia quindi a tracciare il suo percorso lavorativo in cui tutto e tutti sono concentrati sulla crescita professionale e personale dell’atleta, stringendo le amicizie che faranno parte di tutta la sua vita non solo come atleti bensì come amici fraterni. I gruppi sportivi in Italia iniziano fin da subito a proporsi all’atleta e, all’età di 18 anni, Alessandro Frezza accoglie la richiesta presentatagli dal Centro Sportivo Carabinieri, trasferendosi presso la Caserma Podgora di Trastevere (Roma), riuscendo finalmente ad unire passione e lavoro. Nel 2012 decide di ritirarsi dal Centro Sportivo Carabinieri perché desideroso di intraprendere nuovi percorsi. Prende servizio prima nella Caserma dei Carabinieri di Poggio Mirteto e poi nella Caserma di Mentana, dove tutt’oggi è operativo. Nonostante gli impegni lavorativi in questi anni si dedica insieme al suo amico di sempre, il carabiniere Ivan Tomasetti (ex atleta CC ) a nuove passioni, il Brazilian Jiu Jitzu ed il Grappling, entrando da subito nella nazionale e raggiungendo ottimi traguardi in Italia e in Europa.

Nel 2014 la sua famiglia decide di dare concretezza al suo sogno di offrire a tutti grandi e piccini la possibilità di apprendere un’arte marziale che dà la possibilità di crescere e formarsi non solo sul tatami ma soprattutto nella vita, dando vita alla Bellator Eretum Academy.In questo luogo speciale in cui il nostro atleta si rifugia non appena ‘smonta’ dal servizio di lavoro, mette a disposizione di tutti la sua conoscenza, le sue esperienze, gli insegnamenti di vita che maestri incontrati lungo il suo percorso gli hanno lasciato.

Alessandro-Frezza-UWW

Nuovi obiettivi “Over The Top”.

Nel 2017 Alessandro Frezza, affiancato da  Lorenzo Borgomeo, Alessio DI Chirico, Riccardo Carfagna e Carlo Pedersoli, junior presso il Gloria Fight Center,  decide di dedicarsi alla MMA, senza trascurare la sua partecipazione alle competizioni di Brazilian e Grappling. Dalla voglia di unire le discipline in cui eccelle, Alessandro Frezza, insieme a Ivan Tomasetti e Alessandro Grandis, danno vita ad una realtà che ha come obiettivo accogliere tutte le società sportive che vorranno far parte di questo fantastico team e raggiungere traguardi sempre più alti, la Cross Fight Academy.

 

La parola ad Alessandro…

1.Una lunga carriera dedicata al judo. Quando e come nasce questa passione?

All’età di 8 anni non avevo ancora trovato una vera passione sportiva, quando sono salito per la prima volta sulla materassina ho capito sin dal primo istante che sarebbe stato lo sport della mia vita.

2.Dalla prima vittoria nel 2000 come titolo italiano cadetti, passando per la conquista della medaglia di bronzo al campionato europeo cadetti diventando la prima medaglia italiana di Judo ad un campionato europeo. Quali sono i ricordi maggiori legate a queste vittorie e quali le emozioni?

Cercando tra i miei ricordi ripensando alla prima gara da professionista posso ancora percepire l’atmosfera e la tensione nell’aria, ma è stato sufficiente salire sul tatami per acquisire consapevolezza di quello che stava succedendo, non dimenticherò mai quel giorno in cui per la prima volta un italiano conquistava una medaglia al campionato europeo cadetti U16 ad Oratea.

3.Quali sono state le maggiori vittorie conquistate in ambito nazionale e internazionale e quali le maggiori delusioni?

Parlando del judo divento professionista nell’anno 2000 concludendo la mia carriera nel 2011 in questo periodo ricordo con entusiasmo i 10 titoli italiani, il titolo di vice campione europeo U23 a Kiev, con orgoglio ricordo il bronzo conseguito alle giornate olimpiche giovani a Murcia, oltre agli innumerevoli tornei italiani ed internazionali a cui ho partecipato conseguendo sempre ottimi risultati. Custodisco gelosamente la medaglia di bronzo al valore sportivo. Contrariamente da quanto mi aspettassi le tanto attese Olimpiadi del 2012 a Londra sono sfumate a causa di un infortunio.

Questa vita mi ha insegnato a non perdermi mai d’animo, motivo per cui ho deciso di lanciarmi in nuove avventure, così nel 2012 inizio a sperimentare altre discipline come il brazilian jiu jitsu e grappling conquistando svariati titoli italiani, un oro agli europei Fila/UWW del 2012, tre bronzi europei Fila/UWW nel 2013,2016,2017. L’anno passato è stato un anno ricco di soddisfazioni conquistando un bronzo ai Mondiali di grappling gi UWW ad Astana grazie al quale ho ricevuto il riconoscimento come atleta dell’anno 2018. Inoltre, ho deciso di mettermi alla prova partecipando a competizioni di grande prestigio, come la Firenze Open della Uijj, ottenendo Oro in Categoria no-gi (grappling) Oro in categoria gi e Oro Open con gi.

4.Passione, sacrificio, forza fisica e menatale, impegno e determinazione. Sono questi gli elementi essenziali per raggiungere grandi risultati nello sport?

Si, in queste parole ritrovo gli insegnamenti ottenute attraverso la disciplina del judo che mi ha aiutato ad affrontare la mia vita sportiva e privata. Ogni atleta che decide di affrontare il mondo del professionismo sa che deve dedicarsi anima e corpo all’allenamento, nel mio percorso ho avuto ottimi maestri, che oggi si trovano alla guida di grandi squadre europee, e mi hanno delineato un percorso ben preciso; sveglia presto allenamento fino a pranzo, piccola pausa, e poi ancora allenamento fino a sera, e il giorno dopo si ricomincia.

5.Quanto è stata dura la carriera nel judo e ci sono dei rimpianti sportivi

Il judo è uno sport molto impegnativo, come ogni attività che si decide di intraprendere a questi livelli, il mio rimpianto è legato alla mancata possibilità di aver potuto partecipare alle olimpiadi del 2012 a Londra a causa di un infortunio.

6.Come ci si trova ora dall’altra parte del tatami? Come si trova nella veste di allenatore?

Oggi trasmettere il mio bagaglio professionale ai bambini e ai ragazzi è la missione di cui mi sento investito, le mie soddisfazioni sono le loro conquiste giornaliere, tuttavia, ancora combatto da atleta professionista e, vi anticipo, che stiamo lavorando per il debutto nelle MMA professionistiche supportato dal Team più forte in Italia riguardante le MMA, il Gloria Fight Center con il Coach Lorenzo Borgomeo e oltre che grande Campione e compagno di allenamento un grande amico Mauro Cerilli.

7.Un consiglio ed un insegnamento che vuole dare a chi vorrebbe emulare le sue vittorie e la sua carriera.

La mia eccessiva modestia non mi permette di dispensare consigli, la mia vita è stata completamente dedicata alle arti marziali, ho dedicato la mia a questi sport facendo sacrifici fin da bambino l’abnegazione la forza di volontà e l’umiltà sono le caratteristiche fondamentali per andare avanti in queste discipline.

 

Articolo a cura di Daniele Benigni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *