martedì, 22 ottobre 2019
Calcio

DA ZEMAN A MONTEROTONDO. L’INTERVISTA ESCLUSIVA A MISTER FABIO FRATENA

Dalla carriera di calciatore professionista gli anni d’oro dello Zemanlandia a Foggia alla carriera di allenatore a Monterotondo. La storia di Fabio Fratena in esclusiva sul Supporter.

Partiamo dai ricordi della tua avventura a Monterotondo: “Direi molto molto positivi. Ho chiuso la carriera da calciatori lì e ho intrapreso quella da tecnico, quindi non posso che avere sensazioni e ricordi belli. All’epoca era una società importante, organizzata e ambiziosa. Come detto ho giocato, ho fatto l’allenatore – giocatore e infine l’allenatore sfiorando una promozione in Serie C. Avevo a disposizione una squadra importante, giocatori e uomini di valore. Senza fare torto a nessuno ricordo Stefano Sgherri, Ferrazzoli, Callisti e poi ancora Malizia, Blasimme, Marzullo, Giovannetti e Fratoni, uno di quelli che poteva fare una carriera diversa.  Un bel gruppo e sicuramente un ricordo importante della mia carriera.”

“Ho iniziato a dare i primi calci qui a Giardinetti, il quartiere dove sono cresciuto e dove vivo tutt’ora. Poi il passaggio alla Lodigiani dove ho esordito giovanissimo in Prima Squadra. Da lì il mio approdo nel professionismo e un girovagare in tutta Italia. La Cerretese è stata una esperienza importante, la prima volta lontano da casa. Ho esordito in Serie C grazie a Mister Materazzi che ha creduto in me nonostante la giovanissima età. Tutto il gruppo era composto da ragazzi molto giovani, ma la Società credeva in noi e in più credo che se uno è giocatore valido, lo è a qualsiasi età. Successivamente sono passato all’Alessandria, un club storico, una Società importante e una città importante. Era l’Alessandria del Presidente Calleri, quello che poi divenne il numero uno della Lazio. Io proseguii nel mia carriera con Cavese, Trento e poi Foggia. Ogni maglia, ogni tifoseria, ogni squadra mi ha lasciato qualcosa che mi ha fatto crescere.”

Zdenek Zeman allenatore di calcio ceco naturalizzato italiano, tecnico del Foggia Campionato 1992/1993 – Retrospettiva
©ARCHIVIO / AGENZIA ALDO LIVERANI SAS

Ecco Foggia, probabilmente il momento più esaltante della carriera di Fabio Fratena. Il Foggia di Zeman, quello della famosa Zemanlandia: “Il Mister è stato dipinto come non è. Purtroppo non era e non è mai stato uno da copertina, da farsi pubblicità o parlare per rendersi simpatico. È un uomo vero, concreto, severo ma leale. Un maestro di calcio, un insegnante dedito ai fatti e non alle parole. Lavoravamo duro, ma in campo eravamo uno spettacolo, andavamo a mille e abbiamo fatto grandi cose. In quel Foggia c’erano giocatori del calibro di Franco Mancini, Beppe Signori, Ciccio Baiano, Pasquale Padalino solo per citarne alcuni. Eravamo una grande squadra che ha entusiasmato una città intera. Indimenticabile lo Stadio che ogni Domenica era stracolmo di spettatori, si aggirava sempre intorno ai 30.000 presenze. A ripensarci mi vengono ancora i brividi.”

Proprio incuriositi da quel periodo abbiamo chiesto a Mister Fratena di ricordare qualche personaggio rossonero: “Il Presidente Casillo era un vero e proprio personaggio. Ha portato il Foggia ai massimi livelli, era un Presidente appassionato, presente e vulcanico. Se vedeva sacrificio, passione, attaccamento alla maglia e senso di appartenenza ti dava tutto ma quando perdevamo non ci risparmiava sfuriate memorabili. Altro grande atleta e grande persona che mi è rimasta nel cuore è il portiere Franco Mancini, scomparso troppo presto. Una persona taciturna, silenziosa ma concreta, un grande lavoratore e un ottimo portiere. “

Gli chiediamo anche degli avversari che ha affrontato, ce ne sarebbero troppi da elencare ma tra tanti cita Roberto Mussi e Antonio Benarrivo, grandi campioni che poi ha conquistato la Nazionale Italiana partecipando anche ai Mondiali di Usa 94.

Fabio Fratena con la maglia dell’Alessandria (fonte:www.museogrigio.it

Dal passato al presente, con il Mister vogliamo fare una riflessione importante sul calcio giovanile e dilettantistico di oggi: “Tecnicamente il problema di fondo è la questione Under, ovvero i giovani di lega. Far giocare dei ragazzi giovanissimi e non pronti per forza e poi bruciarli e abbandonarli dopo pochi anni non fa bene a loro, non fa bene alle Società e non fa bene a tutto il sistema. Quest’obbligo porta la maggior parte dei giovani calciatori a sentirsi fenomeni, a non migliorarsi, a non allenarsi con la giusta convinzione sapendo che tanto la Domenica sono titolari, perché devono giocare. Dobbiamo riflettere tutti su questo tema, è essenziale cambiare qualcosa per tornare a formare atleti di qualità.”

Chiudiamo parlando dell’attualità e di che tipo di allenatore è oggi Fabio Fratena: “Ogni tecnico che mi ha allenato mi ha lasciato un qualcosa, non mi sento di citare qualcuno o di pensare di assomigliare ad un allenatore piuttosto che ad un altro. Sono sicuramente dedito al lavoro, al sacrificio, alla professionalità, alla serietà: elementi che in uno spogliatoio non devono mai mancare per fare qualcosa di importante. In termini di metodologie o strategie non sono un integralista, credo che negli allenamenti ci voglia un mix di tutto, atletica e tecnica, aspetti fisici e situazioni di gioco, senza seguire particolari mode. La mia esperienza da giocatore prima e allenatore poi mi dice questo, ci vuole il giusto equilibrio come in tutte le cose.”

 

Articolo a cura di Valentino Cristofalo.

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