venerdì, 22 ottobre 2021
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Il rugby vola anche a Monterotondo con l’ ASD Falchi Rugby Club

“Se impari ad uscire da una mischia, saprai uscire da ogni problema” è questo il motto che ispira la filosofia della nascente ASD Falchi Rugby Club. Una nuova realtà sportiva che colma un vuoto a Monterotondo dove nessuno fino ad oggi aveva portato il rugby come disciplina sportiva. Uno sport avvincente, leale, pieno di valori. Un percorso importante per la formazione sportiva e personale dei piccoli rugbysti. Abbiamo intervistato Francesco Leyx uno dei fondatori della nuova scuola rugby di Monterotondo.

Il rugby a Monterotondo. Forse l’unico sport che mancava nella ricca offerta sportiva monterotondese. Come, dove e quando nasce l’idea dell’Asd Falchi Rugby Monterotondo?

I Falchi nascono grazie all’ASD Rugby Nuovo Salario, che ha voluto impiantare un solido progetto rugbistico sul territorio eretino. Più precisamente dall’intuizione del suo direttore tecnico Paolo Ruggiero che ha messo insieme l’attuale staff dei Falchi e ha sostenuto le primissime fasi di vita di questa società. In realtà il progetto parte nel 2017 non lontano da Monterotondo (non dico dove per motivi campanilistici…) ma una serie di fattori, tra cui la logistica dell’impianto, non hanno garantito i presupposti di stabilità e visibilità necessari. Nella primavera del 2018, grazie anche alle istituzioni e ai gestori dell’impianto Fausto Cecconi, si è aperta la possibilità di spostarci finalmente a Monterotondo. Dico finalmente perché fin dalla mia adolescenza ho dovuto saziare la passione per questo sport lontano dalla mia città; ora i bambini e i ragazzi di Monterotondo avranno la possibilità di avvicinarsi al rugby in modo più sereno, magari insieme ad un compagno di classe o al vicino di casa. Così nell’autunno 2018 è nata ufficialmente l’ASD Falchi Rugby Monterotondo.

( Foto concesse dalla pagina Facebook ASD Falchi Rugby Club)

Parlaci di questa nuova realtà allora. Quante sono le squadre, chi sono gli allenatori, lo staff e l’organigramma.

Con la maglia dei Falchi giocano circa 40 ragazzi tra i 4 e gli 11 anni.  Schieriamo attual,mente quattro categorie: Under 6, Under 8, Under 10 e Under 12 (in collaborazione con Rugby Nuovo Salario). Nel presentare lo staff inizierei dalle donne. Federica Ortolani, oltre ad essere consigliere, si occupa della gestione societaria in toto. A Laura Caiafa sono affidati i più piccoli Falchi gli Under 6. Degli Under 8 si occupa Simone Alberani, mio compagno di squadra nei Rinos (la seniores del Rugby Nuovo Salario). Io alleno la categoria Under 10. Gli Under 12 sono invece guidati dal direttore tecnico Giuseppe Moret. Infine il nostro Presidente Franco Pasqualini, uomo di rugby di lungo corso e consigliere federale.

State già partecipando con le varie categoria a qualche campionato?

Partecipiamo all’attività giovanile della Federazione Italiana Rugby. Non si tratta di un vero e proprio campionato: ogni due settimane vengono organizzati dei raggruppamenti, ovvero dei tornei da 6/8 squadre che si svolgono interamente nell’arco di una mattinata. Non esiste una classifica, vince chi si diverte di più… e chi offre il miglior terzo tempo!

( Foto concesse dalla pagina Facebook ASD Falchi Rugby Club)

Quali sono i vostri obiettivi sportivi?

L’obiettivo societario è quello di lavorare bene e far crescere la famiglia dei Falchi. Ovviamente puntiamo a schierare tutte le categorie giovanili, verosimilmente entro cinque anni. I nostri ragazzi hanno il solo obiettivo di impegnarsi e divertirsi. La nostra priorità con ragazzi così giovani è creare in loro delle solide basi fisiche e attitudinali; avranno tempo di confrontarsi con obiettivi di classifica più avanti.

Il rugby. Cosa rappresenta per voi questo sport?

Se chiedi a un rugbista cosa rappresenta questo sport per lui ti risponderà che è uno stile di vita, poi via di romanticismo per un’ora abbondante. Per noi questo sport è tutto: divertimento, esplorazione dei nostri limiti, amicizia, gioia, fatica, passione, fango, lotta, cadere ma soprattutto rialzarsi. Prova a guardare gli occhi di un rugbista mentre gioca e capirete.

Quali valori del rugby e dello sport volete trasferire ai vostri tesserati?

Questo sport è in grado di insegnare molto di per sé, noi siamo solo dei catalizzatori. Cerchiamo sempre di mettere l’accento sulla determinazione, sulla lealtà, sul sostegno reciproco, sulla volontà, sulla caparbietà (che va di moda chiamare resilienza), sulla generosità, sulla disciplina. Sono valori indispensabili per giocare a rugby ma anche per diventare adulti. Ripeto continuamente tre principi cardine di questo sport: avanzare, sostenere, continuare ad avanzare; semplice ma dentro c’è un mondo di significato. Il resto devono avere il tempo di impararlo da soli, noi cerchiamo solo di prepararli.

( Foto concesse dalla pagina Facebook ASD Falchi Rugby Club)

La tua carriera da rugbista? Quali gli idoli a cui ti ispiri?

La mia carriera? Più simile a un salto in lungo che a un salto in alto! Nello spogliatoio dei Rinos sono “Nonno”: nel ’94, quando ho iniziato, la maggior parte dei miei attuali compagni di squadra non faceva neanche la prima elementare. Il rugby è pieno di esempi, di grandi capitani, di atleti che hanno ispirato. Potrei citare Chester Williams, primo giocatore di colore nel Sud Africa dell’apartheid. Oppure Shane Williams il gallese “troppo piccolo” per giocare a rugby diventato il miglior marcatore della storia del Galles. Si potrebbe scrivere un’enciclopedia.

Molti pensano che il rugby sia uno sport duro e pericoloso per i bambini? Qual è il tuo punto di vista?

Il rugby è anche uno sport di combattimento, come tanti altri, anche le arti marziali lo sono. I bambini hanno bisogno di confrontarsi anche fisicamente, è nella loro natura. Al contatto fisico si arriva comunque in modo graduale e nell’alveo di regole precise e molto severe a tutela dei giocatori. In definitiva non credo che si possa definire pericoloso, specialmente per i più piccoli. Il rugby è più duro mentalmente che fisicamente (eppure è faticosissimo). Forse è per questo che è considerato tra gli sport più educativi in assoluto.

Perché scegliere il rugby come sport?

Perché è lo sport più bello del mondo, ovvio!

( Foto concesse dalla pagina Facebook ASD Falchi Rugby Club)

Un vostro sogno nel cassetto ed un vostro obiettivo reale?

I Falchi sono nati perché il cassetto è stato aperto. Non parliamo tanto di sogni quanto di obiettivi di lungo termine: un impianto dedicato al rugby e la possibilità che a Monterotondo possa essere un elemento di identità. Gli obiettivi più a breve scadenza sono di poter completare un Under 12 e un Under 14 tutte eretine entro la fine della prossima stagione. Per il resto tanto divertimento e terzi tempi. Forza Falchi!

Articolo a cura di Daniele Benigni.

 

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