martedì, 22 ottobre 2019
Calcio

CAPITANO GIALLOBLU: L’INTERVISTA A VALERIO GIANNETTI DELL’ FC ERETUM

Continua il viaggio de Il Supporter alla scoperta dei CAPITANI delle squadre di calcio dilettantistiche della nostra zona. Dopo l’intervista a Carlo Alessandri, capitano dell’Eretum Monterotondo, e Stefano Santarelli del Castrum Monterotondo, è la volta di VALERIO GIANNETTI condottiero dell’FC Eretum squadra di Monterotondo militante in Seconda Categoria. Un simbolo ed una bandiera di questa squadra, il giocatore che meglio identifica i valori di questa società. Umile, schietto e diretto. Come di consueto lasciamo raccontare la loro storia sportiva ai nostri intervistati. È il turno di Valerio Giannetti, capitano del Football Club Eretum.

Come sempre facciamo, presentati ai nostri utenti. Raccontaci  la tua carriera calcistica, dalla Scuola Calcio fino all’Eretum FC.

La mia modestissima “carriera”, è iniziata all’età di 8 anni quando spinto dall’irrefrenabile desiderio di giocare a calcio chiesi ai miei genitori di iscrivermi alla scuola calcio del Monterotondo, squadra in cui ho militato per 5 anni. Subito dopo, mi spostai alla Real Soccer (una piccola realtà che si appoggiava al centro sportivo Sporting Life) dove ebbi la possibilità di giocare con i miei amici del cuore l’ultimo anno di esordienti ed i primi due di giovanissimi, prima di passare alla Castelnuovese Calcio. In seguito, purtroppo, a causa di alcuni problemi e di mancanza di voglia ho abbandonato per tre anni il campo. Fortunatamente, all’età di 17 anni, grazie ad alcuni amici di infanzia ed ex compagni, venni coinvolto nel progetto di creazione della rosa Juniores dell’ASD Eretum, società nella quale ho militato per 6 anni, per poi buttarmi a capofitto ed in prima persona alla creazione della nuova realtà, nella quale sono attivamente coinvolto attualmente, Football Club Eretum.”

Valerio Giannetti ai tempi dell’Under 21 dell’Eretum

Partiamo subito con i momenti più belli legati al calcio. Quali sono e perché?

Non è facile selezionare tre momenti in particolare della mia relazione con il pallone. I momenti che ricordo con maggiore felicità e al contempo nostalgia, sono sicuramente quelli in cui mio nonno (al quale ero molto legato) prendeva con una mano la borsa e con l’altra la mia mano e mi portava fin dentro lo spogliatoio per poi aspettarmi fino al termine dell’allenamento.  Sportivamente parlando invece, ricordo in maniera particolare il primo derby Juniores contro il Mentana finito in parità, giocato al Fausto Cecconi con una cornice di pubblico impressionante, parliamo di circa 400/500 persone. Inoltre, il percorso culminato con la vittoria della finale di Coppa Under 21 vinta per 4-0 contro il Vigor Mellis, con affianco gli amici di una vita. Per ultimo, la prima partita ufficiale in Terza Categoria del Football Club Eretum, giocata sul campo della Romana Calcio nell’ottobre 2015.

Domanda banale, forse scontata ma diretta: cosa ti ha dato il calcio in questi anni? Pensi ti abbia anche formato come persona?

Il calcio è eterna passione e occasione di crescita personale. Se, sportivamente parlando,  il calcio mi ha dato piccole ma significative soddisfazioni, devo dire che a livello di formazione mi ha dato veramente tanto, troppo. Credo che lo spogliatoio sia la cosa che ha contribuito di più alla formazione della mia personalità. Il lavoro di squadra, la condivisione di obiettivi e risultati, e le relazioni interpersonali che si sviluppano all’interno dello stesso sono valori che contribuiscono in maniera determinante alla realizzazione di una persona.

Un ragazzo ed un atleta responsabile, per questo sei stato nominato capitano. Cosa significa per te indossare la fascia?

La storia della fascia da capitano, in realtà, ha origini ben più lontane del Football Club Eretum. Prima dell’inizio dell’ultimo anno di Juniores è stato Alessandro Di Nicola a conferirmi questa “responsabilità” che ho da subito accettato con estrema fierezza. Da lì in poi, essendo rimasto all’interno dello stesso gruppo, ho visto condividere la stessa decisione anche dai successivi allenatori. In seguito, come molti sanno, lo storico gruppo di quella Juniores/Under 21 si è trasformato nell’attuale Football Club Eretum, ed è per questo che ancora oggi mi trovo ad indossare la fascia. Ma facciamo un passo indietro. Alla fine della stagione 2014/2015, comunicarono al gruppo Under 21 che non c’era chiaramente spazio per tutti in prima squadra ed allora iniziammo a pensare alla creazione di un qualcosa di nuovo, che avrebbe potuto dare l’opportunità al gruppo di continuare a lottare insieme. È durante l’estate del 2015 che ci venne l’idea di creare una nuova società che desse un po’ continuità a quello che era lo “zoccolo duro” di quello spogliatoio, e così mi impegnai in prima persona alla realizzazione di questo progetto chiamato Football Club Eretum. Mi trovo qui, svolgendo mansioni che vanno oltre le semplici prestazioni sportive, dal primo giorno, ed è forse per questo che ancora oggi mi viene riconosciuto questo ruolo. Quest’anno, in seguito a delle scelte societarie sono arrivati giocatori molto più esperti e con “curriculum sportivi” ben più invidiabili del mio, ma nonostante questo cerco sempre di trasmettere la giusta carica e di far arrivare tutti i sacrifici che sono stati fatti per costruire tutto questo.

Il classico poster in cameretta. Chi è stato il tuo idolo calcistico da piccolo e perché? Oggi invece c’è un giocatore che apprezzi di più?

Senza dubbio, il mio idolo calcistico è stato Ryan Giggs. Sono da sempre un grande appassionato di calcio inglese ed ho vissuto l’infanzia e l’adolescenza con il mito del fantastico Manchester United. Crescendo però, e prendendo consapevolezza del mio ruolo in campo, ho iniziato a guardare con attenzione e ad ammirare molti difensori. Attualmente, il mio preferito è Diego Godin. Ammiro la sua leadership, il suo spirito da guerriero e la sua attitudine alla vittoria, credo che sia la rappresentazione perfetta di un leader.

Valerio Giannetti con la maglia dell’FC Eretum

Un’altra domanda secca. Quali sono i tre giocatori più bravi con il quale hai giocato?

Il primo, con cui gioco da 6/7 anni, è Alessio Costantini perché raramente ho visto (a questi livelli) un centrocampista così completo, in grado di svolgere indifferentemente entrambi le fasi. Il secondo, che purtroppo non gioca più, è Stefano Pasculli, uno dei più forti difensori di Monterotondo. Infine, credo che Mauro Galeazzi, con il quale gioco da inizio stagione, sia il giocatore con la migliore tecnica di base con cui mi sia mai allenato.

È il tempo di chiudere, il momento dei ringraziamenti. A chi ti senti di dire grazie calcisticamente?

Mi sento di ringraziare tutti i compagni ed i mister che ho incontrato lungo il mio percorso, che in un modo o nell’altro hanno contribuito alla mia formazione calcistica ma soprattutto personale. Infine, ringrazio con il cuore tutti coloro che giorno dopo giorno condividono con rispetto ed entusiasmo la “missione” Football Club Eretum.

 

Articolo a cura di Valentino Cristofalo.

 

 

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