sabato, 29 febbraio 2020
Sport 360°

SPORT + RESPONSABILITA’ SOCIALE = INTEGRAZIONE. LA STORIA E LE PAROLE DI IRENE RICCARDI DOPO LA NATALINA 2018

“Quest’anno, come da ormai 5 anni a questa parte, da quando sono entrata a lavorare nel CSERDI- Centro Socio Educativo Riabilitativo Diurno Intercomunale “IL FUNAMBOLO” gestito dalla Cooperativa Sociale “Il Pungiglione,  ho corso con i ragazzi che frequentano il centro che ormai soprannominiamo “Pungitop“, per la loro forte passione per la corsa e la capacità di raggiungere qualunque traguardo. Non è la prima partecipazione alla Natalina, da svariati anni collaboriamo con la UISP e altre reti sportive del territorio. Ormai i ragazzi stessi mi chiedono “Irene quando è che andiamo a correre?”, vogliono allenarsi sulla pista ciclabile e alcuni si allenano il pomeriggio allo Stadio Fausto Cecconi  tanto che domenica alla corsa sono stati contenti di vedere i risultati positivi degli allenamenti, avrebbero corso per altri km, magari l’anno prossimo correremo la 10 km chissà!”

Abbiamo lasciato a lei la premessa senza troppi giri di parole, abbiamo dato modo ad Irene Ricciardi di raccontarci la sua storia, la storia dei ragazzi diversamente abili con il quale lavora e l’importanza che in questo contesto assume lo sport.

“Riscontro nello sport un forte valore di innovazione sociale oltre che di responsabilità sociale perchè è in grado di far acquisire valori sani nelle più svariate forme che si tramutano poi in buone prassi a livello sociale, oltre a conferire un maggior benessere psicofisico nei ragazzi protagonisti attivi nelle varie discipline sportive che quotidianamente pratico con loro. Per cui lo sport associato a responsabilità sociale è un binomio che fattivamente aiuta tutte le persone coinvolte in quanto lo sport è proprio uno strumento portatore di crescita per il territorio atto a promuovere cultura a livello di partecipazione, integrazione e inclusione sociale.”

Irene Ricciardi con i suoi ragazzi de Il Pungiglione

Insistiamo sul rapporto tra l’attività sportiva, in questo caso il running, e i ragazzi diversamente abili, però vogliamo capire: qual è l’impatto su di te? Ci spieghiamo meglio. Lo sport in generale è sicuramente un’attività che ti migliora, ti perfeziona, ti aiuta a crescere; allo stesso tempo crediamo che la tua esperienza con la Cooperativa Il Pungiglione ti arricchisca altrettanto. Dove e come ti senti migliorata? 

“Quotidianamente cerco di crescere nel mio lavoro e grazie allo sport. Giorno dopo giorno scopro potenzialità nascoste e anche infinite in ogni persona con cui mi relaziono, soprattutto gli utenti i quali, attraverso le molteplici attività che svolgono, ricoprono un ruolo sociale attivo riconosciuto. Il lavoro dell’educatore è proprio “tirare fuori” i punti di forza di ciascuno per cui mi sento migliorata nella misura in cui riesco nel mio piccolo a migliorare la qualità della vita delle persone con cui lavoro: è tutto un continuo scambio reciproco.”

Per concludere ti vogliamo conoscere meglio: raccontaci un pò la tua carriera sportiva, la passione per la corsa e come sei arrivata a collaborare con Il Pungiglione. 

“Sono arrivata a collaborare per la Cooperativa Sociale “Il Pungiglione” 5 anni fa: dopo la laurea triennale in Scienze dell’Educazione ho mandato diversi curriculum e così, dopo un colloquio conoscitivo, mi hanno chiamata. Nel frattempo già mi ero iscritta al corso di laurea magistrale in “Scienze pedagogiche” per cui i primi tempi lavoravo e studiavo, oltre a vivere da sola e prendermi cura della mia casa. Sin da piccola sono sempre stata appassionata di sport, nel territorio di Monterotondo ho praticato nuoto a livello agonistico poi atletica ma ho abbandonato a causa degli studi e di altri vari impegni. Ho ripreso proprio dopo la laurea specialistica, conseguita con una tesi dal titolo “Verso una società inclusiva: formazione, sport e disabilità”, a correre nuovamente a livello agonistico, in due anni mi sento tanto cresciuta e quest’anno ho corso le mie prime due “vere maratone” da 42 km a Firenze e poi a Roma, tra le tante gare fatte in giro per il Lazio e l’Italia.”

Correre, correre, correre. In queste parole ancora una volta ribadiamo l’importanza dello sport.

“Correre mi dà vitalità in tutti i sensi, è una passione che mi sta regalando tanto e sono contenta di averla trasmessa anche nel lavoro. Lo sport continua a darmi davvero tante soddisfazioni a livello sia personale sia professionale, tanto che la coordinatrice Silvia subito ha capito il mio entusiasmo dandomi il ruolo di referente delle attività sportive all’interno del sopracitato CSERDI e così ho deciso di approfondire questo ambito ed acquisire competenze maggiori  in relazione a queste tematiche attraverso il master di II livello in “Neurofisiologia e Psicologia dello Sport” conseguito quest’anno presso l’Università LUMSA. Spero che l’infinito valore dello sport sano cresca nel nostro territorio e migliori sempre di più.”

 

Articolo a cura di Valentino Cristofalo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *