martedì, 22 ottobre 2019
Volley

GESSICA HOXHA E IL FANTASTICO SALTO NEL VUOTO NEL MONDO DEL VOLLEY

Ci spostiamo sul taraflex alla scoperta delle stelle e promesse e della pallavolo laziale, e non solo. Classe ’97, 190 cm di altezza e tanta voglia di crescere. Gessica Hoxha milita a suon di muri e battute nella neopromossa Serie C della Spes Juventude e ha tante cose da dirci.

La pallavolo ricopre un ruolo centrale nella tua vita, esattamente come quello che hai tu nel rettangolo di gioco. In che modo è iniziata la tua carriera pallavolistica?

Dopo esattamente 8 anni di danza classica, mi sono resa conto di come quello sport non mi rappresentasse a pieno come ulna volta. Sentivo che la passione piano piano svaniva ed ho deciso di provare con la pallavolo. Prima di fare questo ‘’salto nel vuoto’’ nel tempo libero andavo a vedere le partite di mio fratello quando giocava con la MRoma. Ogni persona presente in quel palazzetto non faceva altro che chiedermi se giocassi a pallavolo visto la mia altezza. Quindi ho voluto iniziare per provare qualcosa di nuovo, volevo capire cosa potesse regalare questo sport e una volta entrata in questo mondo l’ho capito appieno.

Chi si intende di pallavolo romana, e non solo, conosce bene tuo fratello: Elvin Hoxha. Sin da giovanissimo anche lui ha iniziato a solcare il taraflex di numerosi palazzetti fino ad arrivare a Forlì. Quanto ha inciso la sua esperienza nella conformazione del tuo percorso agonistico?

Diciamo che le sue conquiste nella pallavolo non hanno fatto altro che incoraggiarmi. Ho avuto la fortuna di seguirlo e vedere ogni sua vittoria e sconfitta. Ho vissuto ogni singolo momento, dalla convocazione in Nazionale fino la vittoria del campionato italiano, anche se non fisicamente in quel caso. Ci sono state volte in cui a casa, armato del pallone della Mikasa, veniva a darmi consigli tecnici e ad oggi non posso far altro che ringraziarlo. Purtroppo la sua bravura lo ha portato lontano da casa, motivo per cui quest’anno -reduce da un campionato in B a Forlì- giocherà con la BlueItaly Pineto Volley. Perciò sì, a lui devo molto e lo ringrazio per essermi stato vicino ad ogni partita, nonostante i chilometri.

Una “vita” alla Spes Mentana poi firmi la presenza – rigorosamente come titolare – in Serie D alla Spes Juventude con cui hai raggiunto il traguardo Serie C. Ma come è stato il tuo percorso fino ad oggi?

Tutto ha avuto inizio 7 anni fa quando decisi di far parte della Spes Mentana. Non è stato facile diventare la giocatrice che sono adesso anzi, ho sempre pensato che sarebbe stato difficile. Ai limiti dell’impossibile. Visto il mio lungo passato da ballerina, ho iniziato pallavolo quando ero decisamente “troppo grande’’. L’obiettivo del mio coach fu sin da subito insegnarmi la tecnica e le basi per una buona coordinazione. La mia primissima partita l’ho giocata con una terza divisione, ricordo ancora la “paura” di sbagliare che devo dire non mi ha mai abbandonato nel corso degli anni. Dopodiché l’esperienza con l’under 16 e successivamente l’Under 18. Durante i due anni di under 18, ho giocato anche in Serie C, esperienza che mi ha dato modo di limare ogni mio difetto tecnico e potenziare le mie capacità. Avevo 16 anni e allenamento dopo allenamento mi sentivo sempre più completa. Apprendevo con l’U18 e sperimentavo in C che in quell’anno ha ottenuto il passaggio in B. Emozioni indelebili, quasi imparagonabili al mio campionato di serie D con la Spes Juventude. Allontanatami dal campo da gioco per un anno a causa di problemi di salute, mi sono riavvicinata alla pallavolo con una squadra, allenatore e società del tutto differenti (durante la mia assenza la società Spes Mentana si unì con la Pro Juventude). Nella nuova squadra c’erano ovviamente delle compagne e soprattutto amiche con cui giocai alla Spes Mentana, ma qui ho avuto la fortuna di conoscere persone veramente speciali con cui tutt’ora condivido ogni cosa, soprattutto amiche che, nonostante non facciano più parte della squadra, hanno lasciato un segno indelebile. I miei due anni in Serie D sono stati pieni di gioia, rabbia, lacrime ma ciò che ha prevalso sono state le soddisfazioni. Nella stagione 2016-2017 siamo riuscite a raggiungere la finale dei Playoff ma senza aver raggiunto il passaggio. Ma ciò non ci ha fermato, anzi! Ci siamo rese conto di avere la capacità d porte raggiungere quel titolo e con l’innesto di nuove giocatrici, provenienti dalla stessa società ma con un livello di esperienza superiore, abbiamo direttamente vinto il campionato ed ottenuto un prezioso posto in Serie C.

In uno sport di squadra come la pallavolo la sinergia con il resto del gruppo è fondamentale. Quanto credi abbia inciso nel raggiungimento del recente traguardo?

Sono fermamente convinta che la sinergia sia fondamentale, senza di essa è difficile raggiungere diversi traguardi. Quest’anno abbiamo avuto alti e bassi nella squadra e molte partite sono state influenzate proprio dal clima che si era instaurato all’interno della squadra. Ma con un giusto confronto, siamo riuscite ad esserci l’una per l’altra ed abbiamo lottato fino alla fine.

La pallavolo è uno sport nobile che ti permette di crescere in maniera esponenziale sia dal punto di vista umano che agonistico. Ma quale altra disciplina segui con entusiasmo o ti piacerebbe praticare?

Sono il tipo di persona che si affascina nel vedere altri sport, ma mi riesce impossibile non paragonarli alla pallavolo. La pallavolo è uno sport a cui tengo particolarmente, ha avvicinato sempre tutti in famiglia. Credo che nessun altro sport possa evocare le stesse emozioni

Ma dicci un po’. Dall’alto dei tuoi 190 cm come vedi il tuo futuro nel mondo della pallavolo?

La Gessica che faceva danza, non faceva altro che fantasticare sul suo futuro da ballerina, ora invece penso solo a godermi ogni singolo momento. Vorrei crescere sempre di più, a livello pallavolistico ovviamente, e migliorare soprattutto il mio carattere. Ecco, una cosa che vorrei per il mio futuro è vedere una Gessica che  non si dispera per una partita andata male ma che sfrutta a suo favore ogni sbaglio per poter vivere al meglio questo sport meraviglioso!

A cura di Elisa Malomo

 

 

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